Google Glass: ecco la prima video prova tutta italiana

I Google Glass di Max Ciociola, fondatore di

Presto Google lancerà sul mercato i suoi Glass, gli occhiali intelligenti che si collegheranno al nostro smartphone Android e iOS. 

Di questi occhiali abbiamo sentito tanto parlare negli scorsi giorni e settimane, ma finalmente arriva una prova con video in italiano, girata dal giornalista del Corriere della Sera Marco Sideri, che ha provato i Google Glass che Big G ha inviato agli sviluppatori bolognesi dell’app MusixMatch.

Non perdiamo altro tempo e vediamo subito cosa ne pensa il giornalista di questi avveniristici occhiali di Google. 

Riporto parzialmente l’articolo del Corriere della Sera, che trovate interamente a QUESTO LINK.

Mentre indosso i Google Glass – oltre a provare un infantile delirio di onnipotenza gadgettistica che sarebbe inutile smentire – mi viene in mente che la prima volta non si scorda mai.

Testare i Google Glass, un’esclusiva per l’Italia del Corriere, può forse essere paragonato all’arrivo dell’iPod che anni fa rivoluzionò l’ascolto della musica. 

Pre scriptum: diciamo subito che tra queste, inaspettatamente, non c’è un senso di nausea che in molti temevano. Tutto inizia sempre con un nuovo tormentone, «Ok Glass», il comando chiave per attivarli. 

Corriere della Sera

Collegandomi a una rete wi-fi negli uffici di MusiXmatch tento un hangout, una videoconferenza che già di per sé sarebbe una bella esperienza. Ma la particolarità sta nel poter «prestare» la propria vista. Le persone con le quali sono collegato vedono quello che vedo io, la realtà circostante.

Tra le prime funzioni che trovo nel menù a tendina che compare sulla retina dell’occhio destro c’è la funzione search. Anche se parlando con gli occhiali vengo preso inevitabilmente per un cretino per avere una risposta in 0,18 secondi non devo raggiungere nemmeno lo smartphone nella mia tasca.

Corriere della Sera

L’occhiale Grande fratello: «Mi stai registrando?». La preoccupazione di molte persone che ho incrociato rivela la sindrome da Grande fratello. La paura di trovarsi di fronte a un occhio a cui nulla sfugge. In effetti con un semplice comando vocale o utilizzando la superficie touch sulla parte destra dell’occhiale posso scattare fotografie e girare mini-video da 10 (o più) secondi e condividerli subito.

Ecco i Glass in tutto il loro (tecnologico) splendore

Corriere della Sera

L’occhiale «karaoke»: i Google Glass per ora hanno poche applicazioni. Ma MusiXmatch sta già sviluppando la sua app dedicata: l’occhiale riconosce le canzoni e trasmette sulla retina i testi che scorrono seguendo la canzone.

L’occhiale Robocop. I movimenti necessari per attivare le funzioni aiutano a farmi sentire «agile» come Robocop. Ma la cosa più curiosa è sicuramente lo strano contrappasso che mi ha fatto finalmente alzare gli occhi all’altezza delle persone – dopo anni di sguardi bassi per guardare furtivamente lo smartphone – sentendomi però isolato dal mondo circostante: la realtà aumentata, come primo test, ci dà così tante informazioni che dimentichiamo di dire: «Ciao». Ok Glass.

Corriere della Sera

Ecco i 2 video che mostrano i Google Glass, interamente in italiano. 

Insomma, che altro aggiungere? La mia scimmia ormai è impazzita. Peccato che questi occhiali al momento:

  • non siano disponibili in Italia
  • costino 1500$, per i pochi utenti che li possono acquistare

Spero proprio di poterli almeno provare prima o poi.

Ed ecco Max Ciociola che li indossa, a favore di camera

La seconda prova, e seconda posa, è per Massimo Sideri

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