Stock Android is dead

Android M è arrivato con la presentazione ufficiale durante il Google I/O 2015 e gli sviluppatori presenti al Moscone Center di San Francisco sono rimasti impressionati dalle nuove funzionalità, miglioramenti alle autorizzazioni app, esperienza web, link app, pagamenti mobili, il supporto alle impronte digitali e molto altro.

Android M però non reincarna ciò che Google ha in mente per la sua versione stock ma si adatta sempre di più alle esigenze dei produttori, vedi supporto alle impronte digitali ed alle autorizzazioni delle app che sempre di più sono sotto l’occhio del ciclone per quanto riguarda permessi e bachi di Android.

Anche se tutte le novità di Android M dovremo ancora scoprirle nei mesi a venire, indicativamente nel Q3 del 2015, è chiaro come Google non voglia più spingere per creare una versione base di Android Stock poichè le funzioni introdotte dai diversi produttori sono diverse ed in molti casi non inclusi nella dotazione di base di Android e dunque questa visione di BigG sancirebbe la fine della gamma Nexus. Il primo indizio lo troviamo con il Nexus 6 che a differenza del Nexus 5 non è proprio un dispositivi adatto agli smanettoni, poichè come si legge su un thread su XDA, il Nexus 5 è impossibile da brickare mentre il Nexus 6 in alcuni casi si è dimostrato poco consono ad un modding pesante.

Diversi produttori hanno provato a commercializzare dispositivi con Android Stock come Motorola con il Moto X, Moto G e Moto E, il Sony Xperia Z, Samsung Galaxy S4 e anche l’HTC One M7 che sono stati commercializzati nelle versioni Google Play Edition, cioè senza le personalizzazioni del produttore e non hanno mai incontrato il successo da parte del pubblico. Dunque sembrerebbe che Google voglia solo offrire il supporto alle nuove tecnologie e lasciare ai produttori la liberà di sbizzarrirsi aggiungendo altre funzioni e dunque slegandosi da Google.

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