Aptoide denuncia Google per ostruzionismo nei confronti dei market alternativi

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Google grazie al suo successo su più fronti è sempre oggetto di polemiche ed ingabbiamenti giudiziari. Grazie alla sua miriade di servizi, spesso e volentieri finisce nel mirino dell’antitrust che porta sempre qualche grana a Google. Oggi è il turno di Aptoide, noto market alternativo per Android, che ha denunciato presso la Commissione Europea il Google Play Store ed Android, perchè, a detta del CEO di Aptoide, favorirebbe il download di applicazioni dal suo store.

Quindi non solo Google favorirebbe il download di app dal Play Store, ma avrebbe attuato una politica di ostruzionismo nei confronti dei market alternativi rivali del suo store. Google quindi “obbligherebbe” i suoi utenti a scaricare le app dal suo store, così da lasciare le briciole di 20 miliardi di dollari, che è l’intero fatturato delle vendite di app mobili per Android, agli altri store alternativi.

La Commissione europea e Google non confermano la notizia, ma il CEO di Aptoide, Paulo Trezentos, con carte alla mano, conferma la denuncia e che ora farà fronte comune con gli altri store per combattere la posizione dominante di Google.

Aptoide ha condotto una ricerca sulle varie difficoltà che gli utenti incontrano nell’installazione di app sul proprio smartphone, e secondo i suoi dati, il 20% dei casi, su Android 2.1, non riesce ad installare app esterne al Play Store ma con lo sviluppo del sistema operativo queste percentuali salgono al 55% su Android 2.3 e ben all’80% su Android 4.0 il che pone gravi limiti all’installazione di app fuori dal Play Store.

Google deve pubblicizzare il suo Play Store ma non deve impedire di poter installare app da altri marketplace alternativi.