Backdoor su smartphone Android: Ecco la nota ufficiale di ZTE Italia

Una backdoor sarebbe stata installata su diversi smartphone Cinesi ma ZTE smentisce ufficialmente la presenza in dispositivi commercializzati in Italia.

Di recente è scoppiato il caso che secondo i ricercatori di Kryptowire sarebbe presente una pericolosa backdoor in diversi firmware di alcuni smartphone di marche BLU, Huawei e ZTE. La backdoor lasciata aperta dai produttori di smartphone destinati al mercato Cinese e che sarebbe però finita in commercio in tutto il mondo.

ZTE ci ha contattati per comunicarci che NESSUN DISPOSITIVO COMMERCIALIZZATO IN ITALIA HA QUESTA BACKDOOR ATTIVA E CHE ZTE TIENE MOLTO ALLA PRIVACY DEI PROPRI UTENTI.

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Infatti il problema era che questa backdoor si occupava di raccogliere dati sensibili, come numero di telefono, posizione, messaggi, cronologia chiamate, rubrica, IMEI ed altro è possibile sfruttando il servizio che gestisce gli aggiornamenti via OTA, Over The Air.

Ecco la nota ufficiale di ZTE Italia:

Abbiamo condotto un’indagine approfondita e possiamo confermare che nessun dispositivo ZTE in Italia è interessato dalla questione citata nei recenti articoli. La sicurezza e la privacy dei propri clienti rappresentano una priorità assoluta di ZTE.  Continueremo a garantire la privacy e la protezione dei dati dei nostri clienti.

La backdoor, creata da Shanghai AdUps Technologies, è stata creata per tracciare gli utenti a scopo pubblicitario ed al momento sembrerebbe installata su oltre 700 milioni di smartphone e tablet Android di Huawei, ZTE e BLU e che inizialmente doveva essere destinata al solo mercato Cinese che però avrebbe passato i confini.

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 L‘invio dei dati era costante ogni 24 o 72 ore direttamente ai server di Shanghai in forma criptata. Al momento Google ha ordinato all’azienda di rimuovere questa backdoor su tutti i dispositivi dove è installato il Google Play Store, ad eccezzione di quelli Cinesi dove il Play Store è bloccato.