HTC One All-In-One – Tool per lo sblocco di HTC One

onetoolkit

HTC One, il nuovo smartphone Android di HTC, arriverà in Italia con due settimane di ritardo, cioè a partire dalla metà di Aprile. 

Nonostante questo ritardo, gli sviluppatori si sono già messi al lavoro per creare un tool All-In-One che permette di:

  • ottenere il ROOT su HTC One
  • sbloccare il bootloader su HTC One
  • ottenere il root su HTC One.

Sostanzialmente, infatti, si tratta di un ottimo tool disponibile già da tempo per altri smartphone HTC (ma non solo), che è stato semplicemente aggiornato in modo da supportare anche HTC One. 

Per lo smartphone di HTC, comunque, si sono già mossi molti sviluppatori, segno che il device sarà sicuramente supportato da siti web come quello di XDA, dove sono già comparsi anche i primi firmware custom per questo smartphone.

Se siete interessati ad acquistare HTC One, dunque, sappiate che, fin da subito, sono disponibili tutte le guide e i materiali per agire al meglio sul vostro smartphone e per personalizzarlo a fondo e in ogni aspetto.

A questo punto non ci resta che attendere la commercializzazione di HTC One, che dovrebbe avvenire a breve. Ricordiamo che HTC One costerà in Italia 699€.

Segnatevi tra i segnalibri il link a questo thread, dove troverete tutto il necessario per iniziare a personalizzare il vostro HTC One. 

Ricordiamo infine che HTC One All-In-One è stato creato da hasoon2000, già noto per aver rilasciato altri toolkit di sblocco per i device HTC. Come possiamo vedere dall’immagine, la grafica del tool è molto semplice ed intuitiva e ci aiuterà in tutte le principali operazioni da compiere sul nostro nuovo smartphone:

  • sblocco del bootloader
  • flash di una recovery modificata
  • flash di un nuovo kernel
  • altre operazioni ancora.

Inoltre, il toolkit ci indicherà i passaggi necessari nell’unlock del bootloader di HTC One per vie ufficiali tramite HTCDev. Una volta eseguito questo primo punto, sarà possibile installare facilmente una recovery modificata (il tool propone la ClockWorkMod e ClockWorkMod Touch, ma nulla vieta di installarne un’altra) e quindi l’installazione di un kernel modificato.

Una volta completato il tutto si potrà passare al flash di una ROM cucinata dalla nuova recovery (la prima creata è la Maximus 7).

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