Apple e Lettore di impronte digitali: La morte della nostra privacy con il Touch ID?

I nuovi iPhone sono stati presentati, tra dubbi ed incertezze, vedi il calo di oltre il 5 % in borsa, Apple è pronta ad sdoppiarsi, da una parte il top di gamma l’iPhone 5S e dall’altra il più giovanile, colorato e plasticoso iPhone 5C. Il più potente in casa smartphone di Apple è l’iPhone 5S e oltre ad aver aggiornato l’hardware con una CPU da 64 Bit e un più potente chip grafico, la novità che salta all’occhio è l’integrazione di un lettore di impronte digitali, il cosiddetto TouchID, sotto il tasto Home.

Il TouchID a detta di tutte le persone che hanno avuto modo di provarlo, è precisissimo e veloce nel leggere le impronte, e proprio questo il problema. Il tutto è gestito da un software sviluppato da Apple che permetterebbe in un futuro non proprio lontanissimo di gestire l’Home Banking, accesso ai Social Network e tanta altre robettina carina semplicemente passando il nostro indice o pollice sul lettore presente sotto il tasto home.

Apple ci ha tenuto a precisare, sin da subito, che i dati raccolti sono al sicuro, poichè i dati della nostra impronta digitale risiederebbero solamente sul nostro dispositivo, e nulla sarebbe inviato sui server Apple, ma gli esperti di sicurezza non sono della stessa opinione.

I dati delle impronte digitali sono infatti criptati ed archiviati esclusivamente nel dispositivo e non vengono sincronizzati con i server Apple, per garantire la massima sicurezza.

Però così come avviene già per i dati dei GPS, dove una volta agganciati i satelliti, i dati di connessione vengono salvati su una parte della CPU per poi essere accessibili velocemente dal sistema operativo. Come abbiamo avuto occasione di vedere sia con Apple che con Android, questi dati GPS in molti casi non rimanevano sul nostro smartphone ma venivano inviati senza il nostro consenso su server esterni con dubbie utilità sul loro reale utilizzo.

Quindi è facile ipotizzare un utilizzo di questo TouchID per “schedare” tutti gli utenti, in base al loro utilizzo, le applicazioni utilizzate, come vengono utilizzate facendo affidamento sulla propria impronta digitale che è unica ed inimitabile.

In realtà c’è chi considera l’arrivo del Touch ID come modo per scovare attacchi mobili. “Mentre i dati raccolti dai sensori possono essere utili per gli hacker, qualora violassero la piattforma API per gli sviluppatori, potrebbero essere utilizzati come difesa, secondo Andrew Hoog, CEO della viaForensics, e le aziende di sicurezza potrebbero utilizzare tali informazioni per costruire un profilo di come le persone utilizzano il loro telefono e allarmare l’utente nel caso di comportamenti insoliti.

Attendiamo che Apple faccia chiarezza e che nel software sviluppato da Apple si possano totalmente eliminare i dati precedentemente letti o di cambiare il livello di crittografia o qualcosa del genere così da aumentare l’affidabilità di questa nuova funzione in modo da rendere il TouchID fuori da ogni dubbio.

Nota:

Questo è un editoriale e come tale deve essere preso come il pensiero dell’autore dell’articolo che può non essere condiviso da molti ma deve essere accettato così com’è.

Voi cosa pensate di questo TouchID, sentite violata la vostra privacy?