Google Now e Siri

Per renderci la vita più semplice sono nati gli assistenti virtuali. Si trovano ovunque (PC smartphone, tablet e persino TV), ma ancora in pochi sanno come si usano davvero. In teoria dovrebbero comportarsi come dei maggiordomi ubbidienti, ma in pratica si comportano da anarchici insubordinati. E così, stremati da decine di tentativi infruttuosi, finiamo, come matti scappati dal manicomio, a sbraitare e inveire contro oggetti inanimati ed entità virtuali. Eppure, basta conoscerli e tutto diventa più semplice. Il primo a vedere la luce è stato Siri, l’assistente personale Apple inserito su iPhone e iPad. Poi è stato il turno di Google, che ha sviluppato Goo-gle Now per i dispositivi Android. Per ultima è arrivata Microsoft con Cortana, che dopo Windows Phone è approdato anche su Windows 10. Questi assistenti virtuali possono trasformarsi in veri compagni di vita con i quali possiamo sfruttare le innumerevoli funzioni dei nostri dispositivi senza doverli nemmeno sfiorare. Li chiamiamo per nome e sono subito pronti ad ascoltarci. Che si tratti di Siri, Cortana o Google Now, non sono limitati alle sole ricerche sul Web, ma possono esserci utili per aggiungere appuntamenti, note, impostare la sveglia, creare promemoria, chiamare contatti, inviare messaggi di testo, impostare destinazioni sul navigatore, ottenere informazioni sulle condizioni meteo, avviare applicazioni e altro ancora. Per ognuno, però, occorre usare la frase giusta, altrimenti il comando potrebbe non essere compreso. Eh già, perché a Google gliele devi chiedere in un modo, a Cortana in un altro e a Siri in un altro ancora.

Quasi Umani

La parte più interessante, però, è che i loro creatori hanno voluto renderli quanto più reali possibili, come se fossero delle persone in carne e ossa capaci di pensare e farci compagnia. Possiamo ad esempio chiedere loro di raccontarci una barzelletta quando siamo tristi o di cantarci una canzone. Insomma, possiamo parlarci come se avessimo davanti un amico, usando un linguaggio naturale, e scoprire cose molto interessanti sul loro conto. Ma non dimentichiamo che si tratta di una tecnologia, per giunta basata sul doud. Per funzionare, infatti, occorre che ci sia una connessione Internet attiva (3G/4G o Wi-Fi), perché la domanda che facciamo viene elaborata da un potente algoritmo che gira su un computer remoto. Inoltre il doud serve anche a memorizzare informazioni su di noi. Queste consentono all’assistente virtuale di creare un nostro profilo, con una serie di dati che poi vengono elaborati per fornirci la risposta migliore. In sostanza, imparano a conoscerci per soddisfare al meglio le nostre esigenze. Salvando il profilo sul cloud si ha cosi la possibilità che il nostro assistente si comporti sempre allo stesso modo, indipendentemente dal dispositivo utilizzato. Cosi funziona per Cortana e Google Now, mentre per Siri, invece, il profilo viene salvato sul dispositivo e quindi il comportamento potrebbe essere diverso passando da un device Apple all’altro. Inoltre, oltre ad essere intelligenti, sono anche un po’ ruffiani. Se non capiscono la domanda, ci chiedono maggiori spiegazioni, e se non hanno la risposta se la cavano con una frase generica che vuol dire tutto e niente. Ma ora basta chiacchiere: è arrivato il momento di far parlare i nostri assistenti virtuali, che di cose interessanti ne hanno da dire a non finire.

SIRI VA IN TV
Apple ha integrato Siri anche sulla nuova Apple la riproduzione e la navigazione sullo schermo, TV, che può essere attivato cliccando sul pul- nonché accedere rapidamen-sante col microfono presente nel telecomando te a informazioni su sport, (AppleTV Remote). Le funzionalità e i comandi azioni e meteo, sono diversi rispetto a quelli dellìPhone e iPad e dipenderanno anche dal Paese in cui si utilizza. In generale, sarà possibile utilizzare l’assistente vocale per cercare un film o un programma TV per titolo, genere, cast, troupe, voto o popolarità. Si possono utilizzare comandi del tipo Trova i migliori film comici dal ’80 o Trova film con Jason Bateman. Le ricerche possono essere eseguite all’interno dei servizi integrati nella AppleTV come iTunes, Netflix, Hulu. Con Siri è possibile controllare anche