Steve Jobs: Tutti i retroscena della guerra agli avversari svelata dalle Mail

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Il diavolo e l’acqua santa, ecco chi era Steve Jobs, il personaggio più ammirato, emulato e venerato al mondo, aveva una doppia personalità con calma piatta e tranquillità nei momenti pubblici ma con la versione eccentrica e aggressiva nei momenti di decisione di Apple. Ecco che, a circa 3 anni dalla sua morte, emergono ulteriori dettagli della guerra fatta agli avversari direttamente dalle Mail che iniziano a trapelare dal suo account.

Il lato oscuro della personalità di Jobs sta emergendo in questi mesi, grazie alla pubblicazione di alcune mail molto compromettenti che minerebbero il comportamento di Jobs contro gli avversari. Dunque non è tutto oro quello che luccica iniziando dal riconoscimento avvenuto in ritardo della figlia naturale, fino al rifiuto di visitare la fabbrica dove si assemblano iPhone ed iPad a ritmi infernali.

Passando poi per il patto di non aggressione stipulato con Eric Schmidt di Google del tipo “tu non rubi gli ingegneri a me, io non li rubo a te” ed il blocco dei salari tra top manager in modo da tenere bassi gli stipendi. Proprio le email incastrano Jobs, con una mail in particolare, inviata nel 2006, quando scrivendo a Schmidt afferma che: “Mi dicono che la tua divisione di software per smartphone sta reclutando fra i miei che lavorano nella sezione iPod. Se è vero, ti chiedo di smetterla“.

Successivamente furono fatte vere e proprie minacce da cui nacque il patto di non-concorrenza sul mercato del lavoro che fu esteso ad altri giganti dell’economia digitale. Dunque ora si apre una nuova pagina del processo, che si è aperto ad Oakland, il 2 Dicembre 2014, che vede Apple e Jobs sul banco degli imputati che vedono i sistemi “chiusi” usati da Apple per minare il mercato dei concorrenti.

Insomma anche i geni hanno un lato oscuro da cui non possono scappare, anche dopo la morte.