Assurdo ma vero: il Governo Italiano potrebbe bloccare le vendite di iPhone in Italia. Blocco vendite iPhone in Italia? Potrebbe succedere davvero!

Blocco Vendite iPhone Italia

L’iPhone potrebbe essere bannato dall’Italia a causa del disegno di legge Quintarelli, già approvato alla Camera.

La notizia che ti sto per raccontare ha dell’incredibile, ma se pensiamo che viviamo in Italia non è poi così strano.

A quanto pare, infatti, per colpa della solita legge “intelligente”, le vendite di iPhone in Italia potrebbero essere bloccate. No, non è uno scherzo o una fake news, ma sono ipotesi concrete legate ad una recente legge che sta per essere approvata in via definitiva.

Ma facciamo chiarezza.

Perché potrebbero essere bloccate le vendite di iPhone in Italia?

Prima di tutto è bene precisare che il blocco delle vendite, se confermato, riguarderebbe iPhone, iPod e iPad. Tutti i dispositivi con sistema operativo iOS.

Il motivo?

Il tutto è legato ad un disegno di legge che sta per essere approvato dal Senato. E la cosa incredibile è che è già stato approvato alla Camera!

In sostanza il ddl rende illegali tutti i sistemi operativi chiusi che non permettono il libero accesso a software, contenuti e servizi. E come ben sappiamo iOS di Apple è un sistema operativo chiuso e proprio per questo motivo potrebbe essere bandito dall’Italia.

Disegno di legge Quintarelli

Il folle disegno di legge che bloccherebbe la vendita di iPhone in Italia è stato voluto da Stefano Quintarelli, esperto della rete che più volte è intervenuto contro i giganti tech per chiedere il pagamento delle tasse anche in Italia.

Adesso però la sua legge è decisamente più radicale e forte: nell’articolo 4 afferma che “gli utenti hanno il diritto di utilizzare – a condizioni eque e non discriminatorie – software proprietario o a sorgente aperta, contenuti e servizi leciti di loro scelta.”

In pratica, visto che su iOS è possibile installare software soltanto tramite App Store, che a sua volta appartiene ad Apple, viene limitata la libertà di scelta e di sorgente libera.

E in pratica tutti i dispositivi che montano iOS diventerebbero illegali in Italia se la legge fosse approvata.

La reazione di Apple Italia

Ovviamente questa folle notizia è stata accolta con grande preoccupazione dai dirigenti Apple Italia, che commentano a caldo:

“Finirà che dovremo fare un cellulare apposta per l’Italia. O bloccare LE VENDITE DI IPHONE IN ITALIA”.

Cosa ne penso

Anche se i fini della legge possono apparire giusti, in questo caso sarebbe ben più grosso il danno fatto al mercato e agli utenti italiani che i vantaggi apportati dalla legge.

Gli italiani non potrebbero più comprare iPhone, iPod e iPad in Italia se la proposta diventasse effettivamente legge. Assurdo!

Quando compro un iPhone, iPod o iPad so benissimo che sistema operativo monta, se non mi sta bene non lo acquisto. Semplice. Ma almeno posso scegliere. Con questa legge non avrei nemmeno più libertà di scelta.

A mio avviso, invece, il problema del Governo è che iOS è un sistema operativo tanto chiuso quanto sicuro: quando un iPhone viene bloccato dal proprietario, ad oggi non c’è verso di sbloccarlo per accedere alle informazioni contenute al suo interno. Questo probabilmente dà fastidio a chi ci vuole spiare e controllare 24 ore su 24 e di conseguenza ecco che arriva la proposta di legge che vuole bloccare le vendite di iOS in Italia, a meno che il sistema non si “apra”.

Solo in Italia succedono certe cose. Con tutti i problemi che abbiamo, bisogna tenere Senato e Camera a parlare di un possibile blocco delle vendite di iPhone, che tra l’altro è una delle poche cose che fa girare (almeno in parte) l’economia in Italia.

Assurdo.

I rapporti tra l’Italia ed Apple

E non dimentichiamo che una norma di questo tipo rischierebbe anche di rovinare i buoni rapporti tra il governo italiano e l’azienda di Cupertino, che negli ultimi tempi ha investito molto nel nostro paese sia per quanto riguarda gli Apple Store, sia per l’apertura della prima Academy al mondo dedicata allo sviluppo di app iOS.

Ad ogni modo, penso che su certe questioni (come questa) dovrebbe intervenire l’Europa, non l’Italia, governata da folli interessati solo a mangiare soldi.

Naturalmente continueremo a seguire questa vicenda e ti aggiorneremo in caso di novità.

Aggiornamento

Ad una prima lettura in effetti questa legge risultava molto, molto strana. Lo stesso Quintarelli ha quindi deciso di fare chiarezza in merito, visto che tra un passaggio e l’altro si sono persi dei pezzi che hanno praticamente cambiato in modo totale l’obiettivo originale della Legge in oggetto.

Andando a rileggere meglio il testo della Legge, si capisce che il suo scopo è quello di prevedere una strada più veloce e meno costosa nel caso in cui si verifichino delle discriminazioni da sanzionare, a tutela dei consumatori. Non ha nulla a che vedere direttamente con Apple né con prodotti al bando.

Letto in maniera decontestualizzata, l’articolo 4 di cui abbiamo parlato in precedenza lascia intendere che la legge voglia imporre l’apertura del software e la conseguente possibilità di caricare software da fonti alternative e di terze parti, cosa che Apple accetterebbe mai ovviamente.

Ma in realtà Apple non ha niente da temere perché la Legge in oggetto parla in pratica di 3 cose:

  • I programmi devono essere veicolati tramite rete senza discriminazioni e a condizioni eque
  • Sui dispositivi deve esserci la possibilità di installare applicazioni (anche quelle concorrenziali) e disinstallare applicazioni (anche quelle native ma non fondamentali al funzionamento del sistema operativo)
  • Danno ai consumatori: se vengono promesse delle funzioni che poi vengono successivamente bloccate per evitare la concorrenza

Se si verificano questi casi, allora il disegno di legge prevede che ci sia una sanzione, ma solo se il fatto costituisce una pratica commerciale scorretta secondo il Codice del Consumo e la valutazione dell’eventuale illecito è di competenza dell’antitrust.

Insomma, Apple potrà tranquillamente continuare a vendere i propri smartphone e prodotti iOS in Italia senza alcun problema e senza alcuna limitazione.

Solo se viene dimostrato che effettivamente un consumatore ha subito un danno economico scegliendo un dispositivo per fare una cosa che ragionevolmente avrebbe dovuto fare e che invece non fa, a causa di blocchi e limitazioni imposte dal produttore, l’Agcm può irrogare una sanzione fino a 5 milioni di euro senza passare per la lunga procedura prevista dall’UE, ma in maniera più veloce e diretta.

Ed ecco chiarito l’equivoco. Apple e gli utenti iOS possono dormire sonni tranquilli. 

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