Apple può accedere ai dati su iPhone se richiesto dalla Polizia

L’ azienda di Cupertino è capace di accedere alle informazioni contenute all’ interno dei dispositivi “bloccati”, ma la lista d’ attesa per il recupero dei dati è molto lunga.

Apple può accedere ai dati su iPhone se richiesto dalla Polizia.

Chi pensava che il blocco dell’iPhone con un codice potesse bastare per impedire a chiunque di accedere ai dati archiviati sul proprio iPhone fosse una misura di sicurezza sufficiente si sbagliava di grosso.

A quanto pare, infatti, Apple, su richiesta della polizia (e con annesso un mandato) può accedere a tutti i dati archiviati su qualsiasi iPhone, compresi gli smartphone protetti dal blocco con codice di sicurezza. Senza l’aiuto e la collaborazione di Apple, infatti, sarebbero necessari alla polizia almeno 5 anni (e comunque fino a 25) per riuscire a scoprire il codice di protezione di un singolo iPhone. Con l’aiuto dell’azienda di Cupertino, invece, in circa 7 settimane è possibile sbloccare anche gli iPhone protetti con codice di sicurezza. Non male come scorciatoia, vero?

Secondo quanto riportato sul sito Cnet alcuni giorni fa, l’ azienda di Cupertino avrebbe avviato una collaborazione con le forze dell’ ordine statunitensi per aiutare a recuperare i contenuti presenti all’ interno degli smartphone appartenenti ai criminali. La procedura, ovviamente, sembrerebbe essere vincolata ad una serie di permessi legati alla privacy degli utenti che soltanto un mandato potrebbe garantire.

Al momento non è chiaro come sia possibile tutto questo, ma sembra che Apple possa entrare anche negli iPhone bloccati con codice grazie a una combinazione di software + hardware dedicato, che riesce a bypassare il codice di sicurezza per mettere a disposizione della polizia tutte le informazioni contenute sull’iPhone oggetto di indagine.

Niente accesso da remoto senza che l’utente se ne accorga, dunque: per accedere ai dati personali dell’utente, infatti, Apple ha bisogno fisicamente del dispositivo. Il recupero dei dati può richiedere fino a 7 settimane, ma negli USA la moda di richiedere ad Apple l’accesso ai dati privati degli utenti archiviati sull’iPhone si sta diffondendo molto velocemente. In questo modo, infatti, la polizia ha la possibilità di vedere chiamate, messaggi, foto e altre informazioni salvate e archiviate dai criminali all’interno dei propri smartphone, anche se questi sono bloccati e protetti da un codice segreto.

In Italia la cosa non sembra ancora fattibile, ma non è da escludere che presto questa “prassi” possa arrivare anche nel nostro Paese. Nel caso, comunque, vi aggiorneremo.

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