Mazda RX-8: Il successore nel 2017 con motore rotativo di nuova concezione!

Mazda RX-8: Il successore nel 2017 con motore rotativo di nuova concezione!
Mazda RX-8: Il successore nel 2017 con motore rotativo di nuova concezione!

[dropcap]M[/dropcap]azda: Dovrebbe chiamarsi RX-9 e potrebbe essere introdotta nel 2017 per celebrare il 50° anniversario della Cosmo Sport, che era il primo modello di Mazda alimentata da un motore rotativo.

Si ritiene che gli ingegneri Mazda siano riusciti a risolvere i ben noti problemi del motore Wankel relativo all’ elevato consumo di olio e di carburante. Il nuovo motore Wankel dovrebbe aumentare la coppia, senza dover ricorrere a un turbocompressore. Possibile arrivo di tecnologie SKYACTIV e potenza da 300 CV circa (224 kW) inviata alle ruote posteriori.

Il modello potrebbe adottare una configurazione a due porte come la RX-7 piuttosto che quattro porte in stile RX-8. Piattaforma estesa della nuova MX-5 e verrà offerta con un cambio manuale a 6 marce e optional automatico a 5 marce.

Il motore rotativo Wankel



Screen Shot 2014-06-15 at 15.21.43Il motore Wankel è un motore a combustione interna rotativo (perché il pistone non si muove di moto rettilineo alternato ma ruota intorno a un asse); viene alimentato da un impianto di alimentazione con luci che sono posizionate o nella cassa statorica trocoidale (posizione periferica) o alternativamente, nelle piastre laterali della camera statorica (posizione laterale) e scarica i prodotti esausti (gas di scarico) tramite un impianto di scarico che analogamente presenta luci di scarico in posizione periferica o laterale.

Il funzionamento

Il principio di funzionamento del Wankel è molto semplice: un pistone a tre lobi (rotore) ruota eccentricamente intorno all’albero motore, generando con il suo movimento camere di lavoro, all’interno delle quali si compiono ciclicamente le quattro classiche fasi di aspirazione – compressione – combustione – scarico.

Girando all’interno della carcassa con un particolare movimento orbitante, il rotore forma tre camere, il cui volume varia ciclicamente: nelle 3 camere si compiono contemporaneamente 3 cicli Otto a quattro tempi, sfasati tra loro di 120°. Avendo il rotore tre lati uguali, il processo avviene in modo sequenziale 3 volte a ogni giro del rotore stesso (corrispondente a 3 giri dell’albero motore), con un notevole vantaggio ai fini della potenza erogata e della regolarità di funzionamento. Al centro del rotore è calettata una ruota dentata a denti interni (corona rotorica) che ingrana con una ruota a denti esterni solidale alla piastra di chiusura dello statore (pignone statorico) e coassiale con i perni di banco dell’albero motore; la corona rotorica rotola sul pignone senza strisciare su di essa. Il rotore presenta un foro centrale dotato di una grossa bronzina anulare nel quale ruota un eccentrico cilindrico calettato sull’albero motore. La fase di aspirazione della miscela aria-benzina inizia quando il volume della camera in cui sbocca il condotto di aspirazione incomincia ad aumentare, creando così una depressione che richiama la miscela all’interno della camera statorica. Proseguendo nel suo movimento, il rotore provoca una riduzione dello spazio compreso tra la sua parete e quella dello statore, cosicché la miscela aspirata viene compressa. Quando la compressione ha raggiunto il valore ottimale, scocca la scintilla attraverso gli elettrodi della candela; ha così inizio la fase di combustione e, quindi, l’espansione dei gas; il conseguente aumento di pressione fa sì che delle forze agiscano sul rotore costringendolo a proseguire nel suo moto rotatorio. Terminata la fase di espansione si ha un’altra riduzione di volume durante la quale i gas combusti vengono spinti fuori del motore attraverso il condotto di scarico; Le pressioni che vengono esercitate sul rotore dai gas inespansione sono trasmesse tramite l’eccentrico sull’albero motore, che, quindi, viene trascinato in rotazione. Al pignone statorico è demandato il compito di costringere il rotore a seguire un’orbita eccentrica, tale da garantire il contatto costante degli elementi di tenuta apicali contro le pareti interne dello statore. Dall’albero motore il moto passa direttamente al gruppo frizione e quindi al cambio, da dove viene trasmesso alle ruote motrici.