Meglio un normale Hard Disk o un moderno SSD? Questo è il dilemma. Complice un calo vertiginoso dei prezzi degli SSD, ad oggi infatti è possibile accaparrarsi SSD da 500GB per circa 110 euro, gli SSD sono sempre più utilizzati sui nostro computer per far schizzare le prestazioni di un normale computer.

Se però siete ancora scettici per quanto riguarda la sicurezza dei dati immagazzinati sugli SSD dovete sapere che Google ha condotto un’accurata ricerca durata ben 6 anni su milioni di SSD ed ecco il risultato.

Negli ultimi mesi, infatti Google ha avviato una migrazione massiccia dei suoi datacenter su SSD affiancandoli ai normali Hard Disk per vedere il loro comportamento, ed il risultato è stato l’iniziale classificazione  degli SSD in 10 differenti modelli in base alle tipologie di memoria che sono tre (MLC, eMLC e SLC).

La ricerca ha evidenziato che gli SSD con tecnologia di memoria SLC non sono più affidabili degli MLC ma questi sono più cari per via del maggior over-provisioning, cioè hanno maggior spazio allocato di riserva in caso le celle si usurassero dalle riscritture. Poi un altro mito da sfatare è che l’affidabilità degli SSD è dettata anche dall’età e non solo dall’uso.

Dunque non sono le sovrascritture, che nei testi di Google, non si sono mai avvicinati alle 3000 riscritture (MLC) di ogni singola cella, a provocare malfunzionamenti ma le celle che si bruciano. Infatti gli errori di bad block si sono verificati in oltre il 50% degli SSD ed in media sul 4% degli SSD invece almeno un chip è inutilizzabile nei primi 4 anni dall’installazione.

Infine passando più nello specifico tra dati Uncorrectable Bit Error Rate (UBER) e Raw Bit Error Rate (RBER) mostra come

gli SSD siano più affidabili degli Hard Disk ma ha più probabilità di perdere i dati.

Dunque questi dati mostrano come il backup degli SSD sia ancora più importante di quello fatto sui normali Hard Disk.