Quanto siamo diventati “smart” è un titolo semplice ma eloquente, in una sola parola vengono racchiusi più significati e l’immagine di introduzione all’articolo rende pienamente l’idea di come la nostra vita abbia preso una piega che nessuno forse mai si sarebbe immaginato.

Gli smartphone hanno preso possesso della nostra vita quotidiana, ci accompagnano ovunque, al lavoro o a scuola, in palestra e in macchina ma soprattutto in bagno! Alzi la mano chi non è mai andato al bagno senza portarsi dietro il cellulare e sfruttare quel momento di completa solitudine e tranquillità per cazzeggiare su internet, chattare o bazzicare sui social?

Addirittura i migliori amici dello smartphone se lo portano persino a letto tenendolo sotto il cuscino, ovviamente acceso, non si sa mai dovesse capitare la messaggiata delle 4:20 del mattino e guai a lasciarsela scappare; altri fenomeni addirittura al mare in acqua tenendolo tra l’elastico del costume e ben attenti a non bagnarsi, perché al mare non si và sempre per fare il bagno, questo dovrebbe esserci ben chiaro, oppure trovare le ragazze con lo smartphone in mezzo alle bocce perché il loro vestito super attillato non ha tasche e la borsetta è troppo piccola per contenerlo.

Quanto siamo “smart” quanto..

Ormai è diventata routine incrociare per strada sul marciapiede persone con lo sguardo fisso sul display del proprio telefono che assolutamente non si degnano di guardare davanti a loro, sembra quasi che ormai le loro gambe (rassegnate) conoscano la strada a memoria e con autonomia proporzionata a quanto il telefono li terrà impegnati; i migliori restano gli scrocconi del Wi-Fi gratuito, dovessero anche andare in cima all’Everest loro pur di sfruttare la connessione gratuita si ingegnano in ogni modo per risparmiare i GB della tariffa web, ragazzi questa si che è scuola.

L’idea iniziale di questo articolo era un po’ diversa, però man mano che trascorrevano le righe è diventato uno sfogo personale verso il nostro modo di vivere la nostra giornata quotidiana, un monologo che il più delle volte passa inosservato e senza una presa di posizione o almeno una precauzione; il futuro sono i giovani, proprio loro, i vostri figli a cui regalate uno smartphone già alla scuola elementare, privati della propria infanzia e della vita reale che ci ha aiutati a crescere e maturare, forse quelli che sono diventati “smart” siete proprio voi, nella testa.