Ecco i 7 miti che riguardano i nostri smartphone e che non moriranno mai

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7 miti da sfatare sui nostri smartphone

Per un certo periodo di tempo, fino a qualche anno fa, gli smartphone sono stati dispositivi accessibili solo a pochi fortunati utenti, che potevano permettersi di spendere parecchi soldi per acquistare dispositivi molto evoluti in grado non solo di telefonare, ma anche di svolgere altre funzioni molto utili.

Col passare del tempo, però, gli smartphone sono diventati dispositivi accessibili a tutti: oggi con 100€ si può acquistare uno smartphone in grado di navigare su internet, fungere da navigatore GPS, scattare foto, riprodurre musica e tanto altro ancora. Insomma, oggi gli smartphone sono alla portata di tutti, ma non tutti gli utenti conoscono realmente il funzionamento e i segreti di questi dispositivi.

Molte persone, infatti, credono ancora a tanti falsi miti che riguardano gli smartphone, “credenze popolari” sbagliate che ci forniscono un’idea errata e lontana dalla realtà sul funzionamento degli smartphone.

In questo articolo vedremo insieme i 7 miti che non moriranno mai per quanto riguarda i nostri smartphone: si tratta di 7 idee completamente sbagliate che gli utenti si sono fatti sui propri smartphone, 7 miti che proveremo a sfatare in un colpo solo.

Vediamo dunque quali sono i 7 miti più difficili da sfatare per quanto riguarda gli smartphone.

1. Chiudere le applicazioni aperte renderà lo smartphone più veloce

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Non è vero. Gli smartphone (Android, iOS, Windows Phone) sanno gestire benissimo le applicazioni aperte in background e si regolano in modo da “congelarle” quando serve più potenza da parte di RAM e processore. Potete aprire tutte le app in background che volete, ma il sistema operativo si occuperà di gestirle al meglio per offrirvi sempre il massimo della potenza disponibile. Non serve chiudere le app in background, tanto che su iOS non c’è nemmeno la possibilità di chiuderle tutte insieme, ma vanno chiuse una ad una, proprio perchè non ha senso chiudere le applicazioni aperte sullo smartphone, visto che gestisce tutto al meglio il sistema operativo in autonomia.

Se provate ad aprire il menù del multitasking su Android, iOS e Windows Phone, vedrete l’elenco delle ultime applicazioni usate, che non sono necessariamente aperte in background, ma possono semplicemente essere lì per permettervi di riaprirle velocemente. Il sistema operativo mantiene le app “aperte” nella memoria RAM per consentirvi di aprirle più velocemente in caso di necessità, ma se al sistema dovesse servire altra RAM per altre operazioni, si occuperò lui di chiuderle, non è necessario che lo facciate voi a mano, perchè questo servirà solo a impiegare più tempo quando vorrete poi riaprire un determinato programma che avete chiuso poco prima.

2. Usare un Task Killer velocizza il sistema operativo Android

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Per il discorso fatto poco sopra, un task killer non serve a niente su Android, perchè chiude automaticamente le app aperte in background. Come detto, però, Android gestisce già a livello di sistema operativo le applicazioni aperte in background e nel multitasking, non ha senso usare un programma di terze parti. E’ un lavoro che Android fa già benissimo, evitiamo di usare programmi di terze parti che non servono a niente.

3. Dovete fare scaricare completamente lo smartphone prima di ricaricarlo

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Altra cosa assolutamente falsa. Aveva senso qualche anno fa, con le vecchie batterie, ma ora le cose sono cambiate. Potete ricaricare lo smartphone e la sua batteria quando volete, senza rischiare di rovinare il vostro dispositivo o di ridurre la sua autonomia. Le vecchie batterie per smartphone avevano il “memory effect” e bisognava farle scaricare completamente prima di ricaricarle, ma con le nuove batterie al Litio tutto questo non ha più senso. Caricate lo smartphone quando volete, anche se non è completamente scarico.

4. Bisogna usare solo il caricabatteria originale venduto con lo smartphone

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Anche questo è falso. Potete ricaricare il vostro smartphone con qualsiasi caricabatteria, l’importante è che la potenza del caricatore sia compatibile con il vostro smartphone (non troppo bassa, non troppo alta). Se avete uno smartphone Android, potete ricaricarlo praticamente con qualsiasi cavo MicroUSB: il telefono si occuperà in autonomia di assorbire solo l’energia necessaria per ricaricare la batteria, non si danneggerà in alcun modo. Con un caricabatteria più potente il dispositivo si caricherà anche in meno tempo, con uno poco potente invece richiederà più tempo. Tutto qui.

5. Bisogna comprare una pellicola per proteggere lo schermo dai graffi

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E’ consigliato, lo ammetto, ma non indispensabile. Con i vetri protetti dal Gorilla Glass 3, è quasi impossibile graffiare o rovinare lo schermo dei moderni smartphone. La pellicola, però, vi offre qualche garanzia in più, soprattutto se siete maniaci della perfezione per quanto riguarda il vostro smartphone. Non è comunque un accessorio indispensabile per proteggere i vostri smartphone.

6. Più MegaPixel corrispondono a una migliore fotocamera

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Lo abbiamo detto centinaia di volte, ma non smetteremo mai di ripeterlo: la qualità di una fotocamera NON si misura con i MegaPixel: iPhone 6 ha una fotocamera da 8MP che batte il 99% degli altri smartphone in commercio, compresi i Sony che hanno un sensore da 20MP. Anzi, troppi MegaPixel sugli smartphone (che hanno comunque un sensore molto piccolo) corrispondono a immagini troppo compresse e di qualità inferiore ad altri dispositivi. Tanti MegaPixel, dunque, non corrispondono a belle foto o a una qualità superiore per le immagini. Tanti MegaPixel servono solo per il marketing, non per i fotografi o per chi sa realmente apprezzare la qualità delle foto. E’ molto più importante valutare la qualità del sensore, delle lenti, il software che processa le immagini e altri aspetti, lasciate stare i MegaPixel che servono a poco. E iPhone 6 è la conferma di quanto appena detto: pur avendo una fotocamera da soli 8MP, scatta le migliori foto per quanto riguarda gli smartphone attualmente in commercio.

7. Gli smartphone Android sono pieni di malware

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Altra cosa completamente falsa. Su Android non serve un antivirus, semplicemente basterebbe avere un pò di cervello e non scaricare programmi illegalmente da internet. Tantissimi utenti scaricano programmi e applicazioni fuori dal Play Store per non pagarli regolarmente e ogni tanto incappano in malware e virus, e ben gli sta! Questa cosa su iPhone non avviene perchè, per installare app e programmi fuori da Apple App Store, serve il jailbreak, mentre su Android chiunque può scaricare e installare facilmente file APK. Come detto poco sopra, comunque, basterebbe stare attenti a cosa si installa per evitare qualsiasi tipo di problema. Il Google Play Store è un negozio di applicazioni molto sicuro, costantemente controllato da Google, dove i malware e i virus faticano a sopravvivere. Un antivirus su Android non serve a niente se non a consumare batteria e risorse di sistema inutilmente. I malware per Android esistono, è vero, ma sono tutti fuori dal Play Store e le persone li installano manualmente sul proprio dispositivo; se si limitassero a usare app e programmi del Play Store questi problemi non ci sarebbero.

Bonus. Gli smartphone economici (o cinesi) funzionano male

Altra cosa assolutamente falsa: ci sono telefoni Android o Windows Phone che costano 150-200€ e funzionano benissimo, a volte meglio di quelli che ne costano 400-500. Stessa cosa per i telefoni che arrivano dalla Cina: Xiaomi Mi4i costa meno di 300€ e offre prestazioni paragonabili a smartphone che costano quasi il doppio. Ovviamente non tutte le marche economiche e cinesi offrono lo stesso rapporto qualità-prezzo, ma in generale NON è vero che i telefoni economici e cinesi funzionano male. Basta solo saper scegliere quelli giusti, evitando le marche peggiori. Giusto per fare un esempio, uno smartphone Samsung da 150€ con sistema operativo Android offre prestazioni decisamente peggiori (e di tanto) rispetto a un qualsiasi smartphone cinese della stessa fascia prezzo.

E voi conoscete altri miti da sfatare per quanto riguarda i moderni smartphone?

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