Windows XP va in pensione, le banche scelgono Linux per i Bancomat

Windows XP va in pensione, le banche scelgono Linux per i Bancomat

Dietrofront delle banche: anzichè pagare Microsoft per tenere vivo Windows XP, passeranno a Linux per risparmiare sui costi di gestione di bancomat e ATM. Ma facciamo un passo indietro per quelli di voi che sono meno informati a riguardo.

Nei giorni scorsi è stata diffusa online la notizia riguardante la sottoscrizione di un accordo economico tra Microsoft e le banche inglesi e statunitensi per continuare a ricevere gli aggiornamenti di Windows XP anche dopo l’8 aprile in attesa che il processo di upgrade a Windows 7 venga completato entro i prossimi tre anni. Forse non tutti lo sanno, ma tutti gli sportelli bancomat e ATM in giro per il mondo (o almeno il 90%) funzionano con Windows XP: voi vedete la bella interfaccia con i pulsanti grossi e semplici da cliccare, ma nella macchina che c’è dentro alla banca viene installato Windows XP, con un programmino poco simpatico che gestisce tutta l’interfaccia e il conteggio delle banconote.

A partire dall’8 aprile, quando Microsoft abbandonerà definitivamente il supporto a Windows XP, tutti i bancomat del mondo saranno esposti a un altissimo rischio di attacco informatico: tutti i bug e i bachi non risolti da Microsoft nel sistema operativo, infatti, potrebbero essere usati da hacker per attaccare i bancomat e, ad esempio, imporgli di sputare tutti i soldi al loro interno. Chiaramente l’esempio è molto forte, ma potrebbe succedere davvero tutto questo se un hacker particolarmente bravo riuscisse a infilarsi nel sistema della banca.

Chiaramente passare da Windows XP a Windows 7 è un’operazione lunga e costosa per le banche, che sicuramente non può essere realizzata entro poche settimane. Per questo le banche inglesi e americane hanno pagato un sacco di soldi a MIcrosoft per fare si che l’azienda continuasse a supportare Windows XP solo per loro anche dopo l’8 aprile. Non tutti, però, hanno deciso di appoggiare questa scelta. Contrariamente alle banche inglesi e americane, infatti, altre organizzazioni finanziarie, tenendo conto dei costi elevati dell’operazione  pare invece abbiano scelto di adoperare Linux per i propri ATM. A render nota la cosa è stato, proprio nel corso delle ultime ore, David Tente, executive director della ATM Industry Association (ATMIA).

Come abbiamo detto in apertura di articolo, ad oggi il 95% degli ATM nel mondo esegue Windows XP e oltre il 60% dei 400.000 ATM negli Stati Uniti eseguirà ancora Windows XP dopo l’8 aprile. Insomma, sono davvero tanti sportelli!

Il Payment Card Industry Security Standards Council (PCI SSC), responsabile della supervisione sul rispetto degli standard di sicurezza, ha già evidenziato che tutti gli ATM basati su Windows XP dovranno essere aggiornati prima o poi, ma considerando che l’installazione di Windows 7 richiede un upgrade hardware e che non tutte le banche hanno le risorse tecniche per rispettare i tempi dello switch off, alcuni istituti finanziari avrebbero dunque scelto Linux poiché perfettamente compatibile anche con i vecchi ATM, esente da costi di licenza e più sicuro di Windows in quanto piattaforma aperta.

Insomma, noi continueremo a pagare alti costi per la gestione del conto corrente e commissioni assurde per ogni operazione che facciamo, mentre le banche risparmiano sui costi di gestione degli ATM passando da Windows XP a Linux, con la possibilità di continuare a usare i PC vecchi e datati senza doverli sostituire e soprattutto senza dover acquistare tutte le nuove licenze di Windows 7.

Via | TechCrunch

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