Film e musica gratis su Internet, stretta dell’Agcom. L’autorità potrà chiedere la rimozione dei contenuti

AGCOM

Dal 31 marzo entra infatti in vigore il nuovo regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a tutela del diritto d’autore. Forse non a caso, proprio in concomitanza con il lancio dei nuovi servizi streaming di Sky e Mediaset, che in questo periodo stanno ampliando la propria offerta di contenuti su internet.

La novità è che d’ora in poi non solo l’autorità giudiziaria, ma la stessa Agcom, potrà ordinare ai provider (ossia ai fornitori di servizi come Telecom o Fastweb) la rimozione di contenuti illegali. Con un procedimento rapidissimo che durerà al massimo 35 giorni, accertamenti compresi.

Dunque ci siamo: a partire da oggi entra ufficialmente in vigore il nuovo regolamento sulla tutela del diritto d’autore online firmato AGCOM, del quale si parla e si discute ormai da parecchie settimane.

Per chi si fosse perso gli ultimi aggiornamenti in merito, ricordiamo brevemente che il nuovo regolamento sul diritto d’autore conferisce alla nostra Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la possibilità di richiedere l’oscuramento di siti Internet accusati di pirateria agendo a livello di IP senza passare per un tribunale o per l’ordine di un giudice. Da oggi, dunque, sarà più facile oscurare siti internet e portali che pubblicano materiale protetto da diritto d’autore. Il nuovo regolamento riguarda ogni “opera digitale” coperta da diritto d’autore: canzoni, fotografie, articoli. E ovviamente anche film. Di conseguenza pellicole e serie tv illegali che oggi è così facile trovare in rete potrebbero subire un brusco ridimensionamento.

Ecco cosa afferma l’amministratore di Italia-Film.tv, uno dei portali più conosciuti e utilizzati in Italia per la visione di film e serie TV scaricate dal web:

“Vogliono fare tabula rasa e chiuderci tutti. Perché non intervengono sui siti di hosting che ospitano fisicamente il materiale? Sono loro i veri ‘pirati’, quelli che lucrano sul cinema. La verità è che sono siti impossibili da rintracciare e da chiudere, e allora colpiranno noi che facciamo solo i link”.

Cosa succederà a tutti quei siti e portali che permettono di guardare film e serie tv in streaming? Al momento non lo sappiamo, ma aspettatevi, entro poche settimane, la chiusura (o meglio il blocco o oscuramento) di tantissimi siti che attualmente utilizzate per guardare o scaricare i vostri film preferiti. Per l’avvocato Guido Scorza, esperto di digitale, è verosimile ipotizzare che assisteremo a una fase di transizione in cui trovare film e serie piratati sarà più difficile; ma nel lungo periodo basterà scaricare il software giusto per superare i blocchi.

“Oggi basta digitare su Google il titolo di un film per trovarlo in pochi passaggi, domani sarà più complicato. Verrà scoraggiato l’utente pigro e poco abile con il computer. Sarà un forte disincentivo, ma chi vuole davvero continuerà a farlo”.

Parte integrante della nuova normativa è il nuovo modulo online che, opportunamente compilato e spedito sotto forma di file PDF a mezzo posta certificata, consente a chiunque di rivendicare il copyright di un’opera presente in Rete.

Con l’invio del modulo, in automatico vengono fatte partire le indagini da parte dell’AGCOM. Fatte le indagini, se AGCOM ritiene valida e quindi accoglie la richiesta della parte offesa, il garante procede alla notifica dell’irregolarità ai gestori del sito “pirata”, agli hoster e agli eventuali uploader. Da questo momento tutti questi soggetti avranno 5 giorni di tempo (prorogabili, fino a un massimo di 12) per far valere le proprie ragioni (e quindi giustificare la pubblicazione dei materiali oggetto del problema) o provvedere alla rimozione dei contenuti incriminati. Difficilmente, però, siti come Piratestreaming o Eurostreaming riusciranno a giustificare la presenza di tantissimi film e serie tv all’interno delle pagine del proprio portale.

Importante notare infine che, in caso di violazioni massive del copyright, AGCOM potrà ordinare ai provider di bloccare l’accesso alle opere illegali, ma proprio su questo punto che molti esperti del settore concentrano le loro paure. Secondo l’avvocato esperto di tecnologia Guido Scorza, con il sistema di delazione pensato da AGCOM “il gestore del sito Internet o della pagina prima e l’hosting provider poi, rischiano di ricevere una richiesta e/o un ordine di rimozione di un contenuto solo genericamente identificato quanto a collocazione online e di doversi quindi cimentare in una ricerca all’interno del proprio sito Internet che certamente non compete loro e che rischia di risultare defatigante per chi volesse adeguarsi spontaneamente alla segnalazione dell’Authority” andando incontro a situazioni che potrebbero portare all’oscuramento di un intero sito per rendere inaccessibile un singolo file.

La cosa, comunque, è già avvenuta in passato circa un anno fa, quando per colpa di un singolo film erano stati oscurati in Italia circa 30 siti diversi, alcuni dei quali si occupavano altro e non facevano streaming di film.

Ad ogni modo, il garante si difende promettendo di applicare il massimo grado di buonsenso nell’applicazione delle nuove norme. Ma ci dobbiamo davvero fidare del buonsenso italiano? Non ci ha portati molto lontano fino ad oggi..

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