Anonymous attacca le banche centrali di mezzo mondo, ma solo tramite attacco DDOS: in sostanza, tanta polvere, qualche disagio, ma nessuna rivoluzione in atto

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“Operazione Icarus”: Anonymous attacca le banche centrali in mezzo mondo

Negli scorsi giorni gli attivisti di Anonymous hanno attaccato le banche centrali di mezzo mondo, ma non correte a controllare il vostro conto corrente perché tutti i vostri debiti sono rimasti al loro posto (purtroppo).

Forse quelli di Anonymous hanno visto troppe puntate di Mr. Robot, o forse stanno preparando un attacco veramente “grosso” e queste sono solo le prove generali. Fatto sta che i recenti attacchi fatti da Anonymous alle banche centrali di mezzo mondo hanno fatto solo tanta polvere, hanno creato un pò di disagio, ma niente di più. Vediamo nel dettaglio cosa è accaduto.

Forse avete letto che qualche giorno fa Anonymous ha attaccato (tramite attacco DDOS) l’istituto bancario centrale greco (un pò come sparare sulla Croce Rossa per intenderci). Quello, però, era solo il primo di tanti attacchi che sono stati lanciati nelle scorse ore e che hanno bloccato temporaneamente i servizi online di tantissime altre banche centrali europee e mondiali.

Si chiama “Operazione Icarus” e, nelle intenzioni degli attivisti di Anonymous, dovrebbe essere una sorta di chiamata alle armi contro tutte le banche centrali e gli enti che gestiscono le operazioni finanziarie in tutto il mondo. In realtà, però, questi attacchi creano solo disagi agli utenti, che per parecchie ore non possono accedere al proprio conto corrente online e non possono svolgere altri tipi di operazioni con la propria banca. Tutti i dati degli utenti, però, restano al sicuro e tutti i debiti legati ai singoli conti restano invariati, mica come è successo in Mr. Robot insomma. 

Annunciata già lo scorso gennaio e rilanciata in questi giorni con alcuni video su Youtube e numerose pagine Facebook, l’azione degli Anon ha preso di mira (per il momento) almeno una decina di obiettivi. Nel dettaglio, come anticipato, i primi sono stati la banca centrale greca e quella di Cipro, seguite dalla Commissione dei Servizi Finanziari dell’isola di Guersney.

Successivamente sono stati colpiti anche altri istituti bancari a Panama, in Kenya, alle isole Maldive, in Bosnia e Herzegovina e anche la banca centrale del Messico.

Gli attacchi, in classico stile Anonymous, sono portati con la tecnica del DDoS (Distributed Denial of Service), che punta a “intasare” i server dei siti Internet per renderli irraggiungibili. Nessun dato rubato, niente di troppo grave insomma.

Nel comunicato che annuncia #OpIcarus, gli Anon associano l’attività di banche e istituti finanziari a quella della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, accusandoli di aver costruito “una torre d’avorio sulle schiene rotte dei lavoratori del mondo”. Una torre che Anonymous si propone di abbattere, paragonando le banche centrali a Icaro, la figura mitologica che ha osato volare troppo vicino al sole provocando la sua stessa caduta.

Come anticipato, però, per il momento questo attacco non ha portato a niente di concreto se non qualche fastidio per gli utenti finali, che non sono riusciti ad accedere al sito della propria banca per svariate ore.

Se devo essere sincero, però, senza critiche, da Anonymous mi sarei aspettato qualcosa di più forte contro le banche. Ma forse questo è solo l’inizio di un attacco più complesso che arriverà a breve, questo non possiamo saperlo.

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