Cosa cambia con Google Hummingbird? Quali sono le novità introdotte dal nuovo algoritmo di ricerca di Google?

Ecco cosa dovete sapere sul nuovo algoritmo di ricerca Google Hummingbird

algoritmi google

Puntuale come sempre, ecco che arriva anche quest’anno il nuovo algoritmo di Google, il celebre motore di ricerca che ad oggi risulta il più utilizzato al mondo.

Per offrire agli utenti ricerche sempre più aggiornate e precise, Google rinnova periodicamente il suo motore di ricerca, introducendo nuovi algoritmi e modificando quelli precedentemente usati. Verso la chiusura di questo 2013 Google si prepara a lanciare Google Hummingbird. Anzi, a dire la verità il nuovo algoritmo di ricerca Google Hummingbird è già stato implementato in Google, ma solo adesso se ne inizia a parlare in rete.

Vediamo dunque quali sono le novità introdotte da Google Hummingbird e cosa cambia per blog e siti specializzati che puntano sempre ad essere tra i primi risultati delle SERP di Google.

Arriva Google Hummingbird: quali sono le novità?

Come ogni altro aggiornamento al motore di ricerca di Google, anche Google Hummingbird farà sicuramente discutere e parlare di sé per parecchio tempo. Ogni volta che Google introduce un nuovo algoritmo, infatti, alcuni siti rischiano di perdere tante posizioni tra i risultati di ricerca e improvvisamente chi si trovata in prima pagina su Google potrebbe ritrovarsi nella seconda o nella terza, magari senza nemmeno capire il motivo.

Conviene quindi cercare di non farsi cogliere di sorpresa da Google Hummingbird e conoscerlo al meglio prima che inizi a fare danni importanti.

Precisiamo che l’algoritmo in questione risale a un mese fa circa, ma è soltanto adesso che sappiamo qualcosa di più.

Detto questo, Google Hummingbird introduce alcune novità rilevanti per quanto riguarda i risultati di ricerca, ma non andrà, almeno in linea teorica, a fare i danni che negli anni scorsi hanno procurato altri aggiornamenti come Google Panda. In sostanza, infatti, questa volta pare che Google abbia voluto non migliorare l’indicizzazione di tutte le pagine, bensì rendere più visibili soltanto i risultati di ricerca migliori per l’utente.

Quale sarà l’impatto del colibrì (Google Hummingbird), dopo il pinguino e il panda?

Non ci è ancora dato saperlo del tutto, ma possiamo darvi le prime informazioni.

Con questo nuovo algoritmo sono ben duecento i fattori che Google prende in considerazione per quanto riguarda il posizionamento di un sito internet. L’obiettivo, in realtà, è quello di intervenire soprattutto sulle combinazioni di parole chiave più lunghe e di privilegiare soprattutto i post in cui la combinazione di parole ha un suo significato.

In pratica, non avrà alcun senso infarcire post e articoli di parole chiave messe a caso, ma sarà sempre più importante creare contenuti sensati, di valore, in grado di dare un reale valore aggiunto all’utente. In questo modo vengono penalizzati quei siti che, fino ad oggi, pubblicavano articoli contenenti solo tantissime parole chiave inserite a caso prima e dopo il testo.

Google interviene sulle kewyord complesse con Google Hummingbird

Conviene dunque alternare a kewyord secche anche altre keyword un po’ più complesse e meglio strutturate, ovviamente aiutandovi con Google Suggest, che resta uno strumento molto valido quando cercate di pubblicare un articolo in grado di attirare visite sul vostro blog.

Chiudiamo con le parole di Amit Singhal, che è colui che ha presentato ufficialmente Google Hummingbird:

“Hummingbird agisce sulle query complesse, ma sta avendo effetto anche sul 90% delle ricerche di tutto il mondo ora”.

Per ora non abbiamo altro da aggiungere su questo Google Hummingbird. Vi aggiorneremo in caso di novità. E ricordate una cosa: il contenuto è sovrano, non mettete nei vostri articoli delle inutili parole chiave, ma pubblicate contenuti realmente interessanti e utili per gli utenti, grammaticamente corretti e con frasi complesse ma non scontate. In futuro Google premierà sempre di più il contenuto di qualità e penalizzerà i furbetti che cercano di fare visite usando parole chiave e contenuti non di qualità.

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