Ashley Madison: ricompensa di 500.000$ a chiunque aiuti a trovare gli hacker che hanno rubato i dati degli utenti

Ashley Madison cerca gli hacker: ricompensa di 500.000$ a chi aiuta nella ricerca dei colpevoli

Ashley Madison

Ashley Madison offre una ricompensa di 500.000$ per trovare gli hacker

Come sicuramente avrete letto negli scorsi giorni, il celebre sito internet per adulti Ashley Madison è stato hackerato e i dati di milioni di utenti sono stati rubati e diffusi pubblicamente in rete da hacker ancora non identificati.

Probabilmente sapete già che il noto sito internet, utilizzato da milioni di utenti di tutto il mondo per fissare appuntamenti tra adulti al di fuori del matrimonio, è stato hackerato dal gruppo di hacker “The Impact Team”, che prontamente ha diffuso online i dati personali di milioni di utenti del sito AshleyMadison.com. Il sito ha circa 40 milioni di utenti, è stato fondato nel 2001 ed è di proprietà della azienda canadese Avid Life Media.

Non tutti lo sanno, ma più di un mese fa gli attivisti di “The Impact Team” avevano già detto di essere entrati in possesso dei dati di Ashley Madison e per dimostrarlo avevano diffuso le informazioni personali di circa 2.500 suoi utenti. Gli attivisti avevano quindi ricattato Avid Life Media dicendosi pronti a pubblicare i dati di molti più utenti se la società non avesse chiuso sia Ashley Madison sia Established Man.

Ovviamente Avid Life Media non ha accettato le richieste di “The Impact Team” e il gruppo ha pubblicato circa 10 gigabyte di informazioni personali – fra cui indirizzi di casa e preferenze sessuali, per esempio – e dati sulle carte di credito degli utenti di Ashley Madison.

Ma come mai “The Impact Team” ha attaccato il sito internet? Che motivazioni c’erano dietro l’attacco?

Secondo il gruppo di hacker, Avid Life Media mente agli utenti facendo credere che ci sia un rapporto sostanzialmente pari tra gli utenti uomini e le utenti donne sul sito, mentre in realtà gli uomini sarebbero in realtà circa il 90 per cento del totale. La seconda ragione usata da “The Impact Team” riguarda il fatto che se un utente vuole eliminare i suoi dati da Ashley Madison deve pagare circa 16 euro, senza avere la certezza che i suoi dati siano davvero cancellati.

Insomma, alla fine di tutto il giro, pochi giorni fa gli hacker hanno pubblicato in rete circa 10 gigabyte di dati relativi a più di 30 milioni di utenti. Nelle ore successive alla pubblicazione è arrivata la conferma che la maggior parte dei dati era vera. 

Al momento attuale il sito Ashley Madison è al momento ancora online, ma chiaramente l’attacco informatico e le sue conseguenze causeranno una notevole diminuzione degli utenti. Oltre a questo, Ashley Madison dovrà presto difendersi da diverse cause legali che gli utenti hanno già intrapreso.

Ashley Madison ha definito “criminali” gli hacker che l’hanno attaccata e ora il sito di dating offre ricompense per trovare i suoi hacker. 

Una taglia da 500mila dollari per avere informazioni sugli hacker che hanno colpito al cuore Ashley Madison. Avid Life Media, la società che controlla il sito di incontri online dedicato ai tradimenti e alle scappatelle, i cui dati sono finiti su internet dopo un attacco informatico, offre una lauta ricompensa per inchiodare i suoi misteriosi attaccanti, che vanno sotto il nome di Impact Team. 

E, mentre ancora si cerca di capire l’impatto effettivo del clamoroso attacco, arrivano – ormai elemento certo e ricorrente di eventi di questo tipo, vedasi il Sony Hack – le prime cause legali. Due studi canadesi hanno presentato una class action da 578 milioni di dollari contro Avid Life Media (e la filiale locale Avid Dating Life), per conto di alcuni cittadini canadesi che hanno trovato i propri profili online.

«Molti ex utenti di AshleyMadison.com ci hanno avvicinato per capire i loro diritti sotto la legge canadese», hanno scritto i due studi legali in un comunicato. «Sono oltraggiati per come AshleyMadison.com abbia fallito nel proteggere le informazioni degli utenti. In molti casi, gli iscritti avevano pagato una cifra aggiuntiva per rimuovere tutti i loro dati dal sito, solo per scoprire che quelle informazioni erano rimaste intatte ed esposte».

La dichiarazione però sembra confermare proprio quanto addotto dagli attaccanti come motivazione apparente delle loro azioni. E cioè mostrare come, secondo Impact Team, Ashley Madison “ingannasse” i suoi utenti.

Ashley Madison, secondo John McAfee (e non solo) c’è stato un complice interno

McAfee, ora slegato in tutto e per tutto dall’azienda a cui ha dato il nome, si dice certo che il furto dei dati sia opera di una “donna sola che lavorava per Avid Life Media”. Secondo McAfee, i file contenuti del database pubblicato online contengono alcune caratteristiche particolari che generalmente non troviamo in leak di questo genere.

I dati contengono i dump reali del database MySQL. Non è qualcuno che ha copiato una tabella e l’ha trasformata in un file CSV.

A questo, spiega McAfee in linea con quanto già affermato da altri esperti, si aggiunge il fatto che tra le decine di GB trafugati – e ora pubblicati online – sono finite anche le informazioni sui dipendenti, il codice sorgente di ogni programma mai scritto dagli impiegati dell’azienda e persino i layout degli uffici Ashley Madison.

Il parere di McAfee si aggiunge a quello di altri esperti del settore, convinti che, almeno in parte, il gruppo di hacker abbia ricevuto supporto dall’interno dell’azienda.

In attesa che emerga la verità, in casa Avid Life Media stanno smuovendo mari e monti per trovare i responsabili e tentare di uscire il meno danneggiati possibile da questa situazione che sta avendo ripercussioni senza precedenti. Ecco perchè è arrivata anche la ricompensa di 500.000$ per chiunque aiuti l’azienda a trovare i colpevoli. 

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