Bip Mobile è ufficialmente in liquidazione ed è sull’orlo del fallimento

C’era un tempo in cui Bip Mobile doveva cambiare il mondo della telefonia mobile, grazie alle sue tariffe Low Cost ha permesso di usufruire a tutti noi di un continuo batti e ribatti tra i vari operatori telefonici con offerte al ribasso, ma oramai la storia di Bip Mobile è storia passata, Bip Mobile quasi sicuramente fallirà e da ieri è ufficialmente in liquidazione.

Infatti il suo maggior azionista, One Italia, ha iniziato il processo di liquidazione, a seguito dei milioni di euro di perdite accumulate da quest’operatore mobile virtuale, che dal 30 dicembre ha lasciato senza servizio i propri 220 mila utenti.

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Bip Mobile ha problemi?

La storia

E’ passato poco più di un anno, era fine 2012, da quando Bip Mobile si poneva come obiettivo di rivoluzionare il mercato Italiano offrendo le cosiddette tariffe Low Cost anche in ambiente mobile.

Siccome la politica di marketing di Bip prevedeva un attacco deciso al mercato delle tariffe mobile, Bip ha inizialmente messo sotto costo le sue tariffe andando in perdita per mesi e mesi e anche se negli ultimi tempi le cose sembravano andare meglio, i milioni di euro di debiti erano diventati insormontabili ed ecco che già da fine Novembre si registravano i primi disservizi e malfunzionamenti della rete che mandavano su tutte le furie gli oltre 220 mila utenti.

L’annuncio della liquidazione

Le linee sono state staccate per insolvenza dal fornitore di Bip, Telogic, e ora l’annuncio della liquidazione, dato ai clienti in tarda serata di sabato 4 gennaio. Nella lettera c’è pure una stoccata a Fabrizio Bona, l’ex amministratore delegato che da metà dicembre è a capo del commerciale di Alitalia:

Come sapete il nuovo management di Bip Mobile, dopo la dipartita ingiustificata del suo AD, Fabrizio Bona si è trovato a gestire una situazione disastrosa e molto delicata

Si legge nella lettera ai clienti firmata da Walter Giacomini, presidente di One Italia, che in Bip aveva investito 100 milioni di euro.

“Abbiamo investito tutto quello che potevamo e allo stato attuale abbiamo perso milioni e milioni di euro assumendoci tutti i rischi, anche penali”, continua infatti la lettera. “Per questo One Italia (maggior azionista) ha dovuto iniziare un processo di liquidazione. Crediamo che la chiusura sia strumentale e non giusta, faremo di tutto per discutere nelle sedi competenti questa decisione che reputiamo scorretta”.

I dipendenti Bip

Il danno maggiore certo è, comunque, per i circa 50 dipendenti di Bip e per chi aveva investito nei negozi con il marchio in franchising. Prossimo episodio sarà il 7 gennaio, quando Bip e Telogic si incontreranno in audizione presso Agcom, intenzionata a distinguere torti e ragioni e a tutelare i diritti degli utenti.

Ultima possibilità per Bip

Telogic, dal canto suo, afferma di aver dato più di un ultimatum a Bip e di aver richiesto non il saldo immediato ma almeno un piano di rientro delle insolvenze (circa 8 milioni di euro). Bip però non l’avrebbe mai fornito a Telogic. Insomma, ci sono versioni discordanti e ora toccherà ad Agcom(e ai liquidatori) sbrogliare la matassa. Intanto c’è la delusione degli utenti per aver perduto un operatore con tariffe low cost.