La Cec PAC fallisce e va in pensione anticipata: arriva lo standard unico dal 2015!

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La Cec-Pac va in pensione. Non serve, costa troppo e basta la PEC. Da oggi la Cec-Pac, la “pec” gratuita, lanciata nel 2010 dall’allora ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Brunetta per “rivoluzionare” le comunicazioni tra cittadini e P.A., va ufficialmente in pensione.

Diciamo pure addio alla Cec PAC, lanciata dal Governo Italiano qualche anno fa. Il progetto non era male, ma è stato un fallimento. Per evitare di sprecare altri soldi, la PEC va in pensione dal prossimo anno. Vediamo i dettagli.

Come anticipato, la Cec PAC è stata un fallimento quasi totale. A dirlo sono ma i dati diffusi in modo ufficiale dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che rivelano come l’82 percento degli utenti non ha mai inviato una mail con la Cec PAC.

Questo, come detto, ha comportato la pensione anticipata per la Cec-Pac, il servizio lanciato nel 2010 dall’allora ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che però non ha mai riscosso un gran successo.

Dunque, cosa accadrà in futuro?

Il servizio di Postacertificat@ (Cec-Pac), che può essere utilizzato solo per comunicazioni verso la PA, sarà da oggi progressivamente sospeso per far convergere tutte la posta certificata sul sistema Pec.

La Cec-Pac era stata introdotta per facilitare la comunicazione tra le imprese, i cittadini e lo stato, grazie a questa casella di posta è infatti possibile inviare documenti che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata in cellulosa. Così non è stato: il principale problema è stato infatti rilevato per la sovrapposizione di questo con altri indirizzi mail già utilizzati. Cec-Pac si è dunque rivelato una sorta di doppione difficile e noioso da gestire per gli utenti, che non hanno usato questo servizio.

In tutto questo, poi, bisogna dire che il progetto è rimasto a metà, perchè non esiste alcun obbligo vincolante e relativa sanzione per le amministrazioni inadempienti: ciò significa che alcuni enti sono rimasti fedeli alle raccomandate A/R senza mai nemmeno provare a usare questo servizio.

In conclusione, Cec-Pac è stato un programma quasi completamente inutile. La sua chiusura, però, potrebbe farci risparmiare qualcosa come 19 milioni di euro, una cifra che sicuramente non tornerà nelle tasche degli italiani, ma che finirà nelle tasche di qualche signore ben vestito che ci governa. Questi soldi (si spera) potranno essere investiti in altri servizi ai cittadini e imprese, ma sappiamo tutti benissimo dove finiranno.

Ad ogni modo, dopo la chiusura della Cec-Pac, ecco le prossime fasi:

La sospensione sarà progressiva, rassicura l’Agid, e gli utenti Cec-Pac potranno richiedere una casella Pec gratuita per un anno.

  • dal 18 dicembre 2014 non saranno più rilasciate nuove caselle CEC-PAC a cittadini e pubbliche amministrazioni, anche per quelle caselle la cui richiesta di attivazione online è stata presentata in data antecedente, ma che non sono state ancora attivate presso gli uffici postali
  • dal 18 Marzo 2015 al 17 luglio 2015 le caselle saranno mantenute attive solo in modalità di ricezione e sarà consentito agli utenti l’accesso solo per la consultazione e il salvataggio dei messaggi ricevuti
  • dal 18 luglio 2015 le caselle non saranno più abilitate alla ricezione di messaggi, e l’accesso sarà consentito, fino al 17 settembre 2015, solo per la consultazione e il salvataggio dei messaggi ricevuti
  • dal 18 settembre 2015 sarà definitivamente inibito l’accesso alla propria caselle CEC-PAC
  • dal 18 settembre 2015 al 17 marzo 2018, sarà garantita agli utenti del servizio CEC-PAC la possibilità di richiedere l’accesso ai log dei propri messaggi di posta elettronica certificata.

Dal 18 Marzo 2015 tutti gli utenti CEC-PAC potranno richiedere una casella PEC, gratuita per un anno, tramite l’indirizzo richiestapec@agid.gov.it

Probabile che gli investimenti saranno fatti in favore di Login, il piano digitale dell’attuale Governo che si spera possa avere più fortuna della Cec PAC, in pensione dopo soli 5 anni.

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