AGCOM multa Telecom Italia di due milioni di euro. Agcom, multa da 2 milioni per Telecom Italia. AgCom, multa da record per TIM per pratiche scorrette

Brutte notizie per Telecom Italia: arriva una multa di 2 milioni di euro da Agcom. Ecco il motivo

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Due milioni di euro di multa a Telecom Italia. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) sostiene che l’azienda non ha assicurato un’informazione esaustiva e trasparente alla clientela sulle condizioni contrattuali ed economiche adottate l’anno scorso.

Ecco pechè Agcom ha multato Telecom Italia con 2 milioni di euro

Stando a quanto emerso dall’indagine di Agcom, nella primavera 2015 “la società ha spostato una parte consistente della propria clientela residenziale di rete fissa verso nuove condizioni contrattuali ed economiche” senza “assicurare un’informazione esaustiva e trasparente alla clientela”.

In base a queste motivazioni è stata presa la decisione, che ha comportato anche una multa di 2 milioni di euro per l’azienda.

Agcom inoltre sostiene che Telecom Italia, pur in assenza della previa acquisizione del consenso espresso, “ha effettuato il passaggio automatico all’offerta flat Tutto voce degli utenti che in precedenza erano titolari di una offerta base di servizio universale”.

L’Autorità ha stabilito che “nonostante Telecom Italia abbia migliorato a seguito della diffida la trasparenza delle comunicazioni alla clientela ed esteso i termini per esercitare il diritto di recesso” gli approfondimenti dell’istruttoria hanno accertato che “le informazioni fornite non si sono rivelate del tutto corrette e adeguate”.

Questo passaggio forzoso all’offerta flat Tutto Voce ha prodotto effetti negativi sui livelli di spesa mensile di un numero molto consistente di utenti che in precedenza fruivano solo eventualmente del servizio telefonico e con una tariffazione a consumo.

Sicuramente si tratta di una sanzione non da poco, che però è stata comminata a garanzia degli utenti del servizio universale. La multa, comunque, arriva dopo una diffida dell’autorità impartita con la delibera del 22 aprile 2015. Con la diffida l’autorità voleva assicurare “un’informazione esaustiva” e garantire il diritto di scelta dell’utente.

Ma la cosa potrebbe non essere finita qui, perché la nota ufficiale di Agcom si conclude con una sorta di ammonimento.

“L’Autorità si è riservata di avviare con distinto procedimento le iniziative più opportune ad assicurare condizioni tecniche ed economiche di offerta dei servizi ricompresi nel servizio universale coerenti con gli obblighi ricadenti sull’impresa designata”.

Questa frase fa chiaramente riferimento alla recente variazione annunciata da TIM, che partirà il prossimo 1 aprile: da quel giorno, infatti, l’azienda ha deciso di raddoppiare il prezzo delle chiamate a consumo verso telefoni fissi e cellulari nazionali dell’offerta Voce e della linea ISDN.

Inoltre per ogni chiamata sarà previsto uno scatto alla risposta di 20 cent, mentre il costo dell’abbonamento mensile resterà invariato. Non ci saranno cambiamenti per chi ha già attiva un’offerta che include linea telefonica, chiamate e/o navigazione Internet in un unico abbonamento.

Insomma, TIM ha sbagliato a migrare a forza alcune centinaia di migliaia di utenti sulla propria offerta flat, danneggiandoli nel portafogli, e non ha informato in modo esaustivo sulla novità: è quanto deciso dall’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom), che quindi ha multato l’operatore per 2 milioni di euro. 

Vedremo se anche la nuova e recente raffica di aumenti susciterà nuovamente le attenzioni di Agcom. 

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