Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1793 accadde…A Parigi, il governo rivoluzionario francese apre il Louvre al pubblico come museo.

Il Museo del Louvre (in francese Musée du Louvre, [myze dy luvʁ]) a Parigi, in Francia, è uno dei più celebri musei del mondo e il primo per numero di visitatori: 8,8 milioni l’anno.

Si trova sulla rive droite, nel I arrondissement, tra la Senna e Rue de Rivoli.

Il palazzo che ospita il museo fu originariamente costruito durante la dinastia dei Capetingi, sotto il regno di Filippo II.

Attualmente la collezione del museo comprende alcune delle più famose opere d’arte del mondo, come la Gioconda, la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, i due Prigioni di Michelangelo Buonarroti, Amore e Psiche di Antonio Canova, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia.

La statua equestre di Luigi XIV rappresenta il punto di origine del cosiddetto Axe historique, anche se il palazzo non è allineato con l’asse stesso.

Dopo la Rivoluzione francese, la collezione reale del Louvre (a cui si aggiunsero le collezioni dell’Académie française e opere confiscate alla Chiesa e agli emigrati per motivi politici) fu denominata “Muséum central des Arts” e fu aperta al pubblico nel 1793. Dal 1794 in poi le vittorie dell’esercito rivoluzionario francese fecero affluire in patria un numero sempre maggiore di opere d’arte provenienti da tutta Europa, con l’obiettivo di trasformare il museo in uno dei più importanti del continente. Particolarmente significativo fu l’arrivo nella collezione dei capolavori provenienti dall’Italia, tra cui anche il Gruppo del Laocoonte e l’Apollo del Belvedere che facevano parte della collezione papale, giunti a Parigi nel luglio 1798 e accolti con fastose cerimonie (per l’occasione venne anche realizzato un vaso di Sèvres celebrativo).

Il numero di queste statue costrinse i curatori del museo a riorganizzare l’esposizione. Il palazzo fu restaurato e inaugurato nel 1800, per essere poi ribattezzato “Musée Napoléon” nel 1802.

La collezione continuò a crescere sotto la direzione di Vivant Denon, grazie ad acquisizioni regolari ed altre forzose (ad esempio la cessione forzata di parte della Collezione Borghese, però pagata da Napoleone più del doppio dell’estimazione fatta da Vivant-Denon) perseguendo il proposito di creare un museo delle arti universale, che racchiudesse tutte le sculture migliori. Napoleone infatti aveva dato disposizione di prelevare sculture, piuttosto che dipinti antichi. Vivant-Denon, più interessato alle pitture, riuscì a riunire un’eccezionale collezione, prelevando opere nelle grandi collezioni tedesche (Kassel, Braunschweig e Berlino), austriache e nelle chiese italiane (nel 1811 fece un viaggio in Toscana con lo scopo di prelevare opere dei primitivi del Duecento e del Trecento, all’epoca quasi dimenticati). La Grande galerie lunga di quattrocento metri fu adattata da l’architetto di Napoleone, Fontaine, e fu pronta per il matrimonio imperiale del 1810. La galleria era divisa in tre sequenze : scuola francese, scuole del Nord, scuola italiana. La collezione si ridusse però notevolmente quando quasi tutte le opere acquisite durante la guerra dovettero essere restituite dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815 : più di 5000 opere d’arte vennero infatti restituite.