Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1849 accadde…Durante la Prima Guerra d’Indipendenza Italiana ha luogo la Battaglia o Combattimento della Sforzesca

Episodio della Prima Guerra d’Indipendenza italiana. Il nome Sforzesca trae origine da una villa con adiacente parco alla periferia di Vigevano, appartenuta agli Sforza, nelle cui vicinanze avvenne il fatto d’arme.

Il 20 marzo 1849 l’Esercito Sardo era schierato fra Stradella e Sesto Calende pronto a muovere verso Milano, mentre gli austriaci guidati da Radetzky passavano il confine alla confluenza tra Po e Ticino, senza incontrare resistenza poiché il Generale Girolamo Ramorino, Comandante della 5° Divisione, disobbedendo agli ordini, aveva lasciato priva di presidio la zona, spostando tutte le sue truppe, d’iniziativa, dalla sinistra alla destra del Po.

Il 21 marzo del 1849, il Reggimento Piemonte Reale Cavalleria, comandato dal Colonnello Rodolfo Gabrielli di Montevecchio, si raggruppava, con la 2° Divisione del generale Bes, alla Sforzesca sulla destra del Ticino. L’ordine era quello di fermare l’avanzata austriaca già favorita dagli errori del suddetto Ramorino .

Alle tre di quel mattino, al Comandante Gabrielli di Montevecchio veniva quindi affidata una avanguardia composta da alcuni bersaglieri, una sezione di artiglieria e uno Squadrone del suo Reggimento. Nel complesso: due Squadroni venivano posti a difesa esterna del paese, due plotoni in avanguardia nei pressi del Borgo di San Siro, mentre altri due Squadroni perlustravano verso sud-sudovest per verificare l’eventuale avanzata nemica, che però puntualmente si verificherà impegnando il distaccamento dei due plotoni di Borgo San Siro che terranno, per quasi nove ore, testa a forze superiori prima di ripiegare sulla Sforzesca.

Venuta a contatto col nemico, l’avanguardia iniziava una strenua azione di frenaggio alleggerendo di quando in quando la pressione austriaca con ripetute cariche di plotone guidate dallo stesso Colonnello Comandante che rimaneva ferito a una guancia. Dopo lunga resistenza, l’avanguardia era ormai assediata nel villaggio della Sforzesca da due schiere di austriaci, quando giungevano i primi rinforzi di fanteria e a seguire, il 4° ed il 6° Squadrone di Piemonte Reale, guidati dal Maggiore Villamarina del Campo che si avventava contro il fianco della seconda schiera avversaria composta dagli Ussari del Tenente Colonnello Schantz.

Nello scontro che ne seguiva si distinguevano il Capitano Giuseppe Milo, Comandante il 4° Squadrone e i suoi Tenenti Morteo, Broglia e Bielski, poi il Capitano Carlo Ricati alla testa del suo 6° Squadrone, che avevano definitiva ragione degli Ussari austriaci mettendoli in fuga e costringendoli a ostinata ma breve difesa.

Una ulteriore carica veniva comandata, questa volta contro la fanteria nemica che tentava inutilmente di disporsi ad una difesa più salda dietro ad un fossato.

Nell’impeto dell’inseguimento successivo restava, però, isolato il Tenente Filippo Galli della Loggia del 4° squadrone, ora aiutante di campo del Generale Bes, subito circondato da cinque Ussari. E sarebbe finita per il giovane e valoroso Ufficiale, se il Brigadiere Mathieux non fosse accorso, seguito dall’Appuntato Ravonel, a salvarlo. Per la coraggiosa azione di salvataggio il Brigadiere Mathieux otteneva la promozione sul campo a Maresciallo.