Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1876 accadde…Thomas Edison ottiene un brevetto per il suo mimeografo

Il ciclostile, o duplicatore stencil (o anche mimeografo, raro in lingua italiana) è un sistema di stampa meccanico oramai obsoleto, utilizzato per circa un secolo in passato, per produrre stampe di bassa qualità in piccola tiratura a costi estremamente contenuti, se paragonati con quelli della stampa industriale.

La stampa a ciclostile lega il suo nome in modo indissolubile alla pratica delle fanzine o dei samizdat, sino agli anni ottanta del ventesimo secolo, quando fu rapidamente sostituita dalla fotocopia (xerografia o altri sistemi di riproduzione anastatica, già presenti da qualche decennio e divenuti nel frattempo economicamente confrontabili). Tuttavia, non richiedendo energia elettrica per il suo funzionamento, il ciclostile trova ancora applicazione nel cosiddetto terzo mondo.

Si basa fondamentalmente sullo stencil, ovvero il trasferimento dell’inchiostro alla carta, durante la fase di stampa, attraverso una maschera sagomata (matrice). La matrice è costituita da un foglio estremamente sottile (carta di riso), rivestito da uno strato ceroso, incollato sul lato superiore ad una striscia di cartoncino dotato di fori di riferimento per l’aggancio successivo al rullo di stampa. Il foglio incerato è accoppiato a un sottile foglio sottostante simile alla carta carbone, che viene lasciato in sede durante la produzione della matrice, al fine di rendere visibile la scrittura (altrimenti invisibile). Dopo la produzione della matrice questo secondo foglio viene rimosso prima di iniziare il processo di stampa.

L’impressione del profilo dei caratteri, ottenuta attraverso una macchina per scrivere, distrugge lo strato ceroso, rendendo permeabile la carta in quel punto. Naturalmente il nastro inchiostratore della macchina da scrivere deve essere disabilitato tramite l’apposito comando.

La correzione di eventuali errori si effettua ripristinando la impermeabilita locale della matrice, spennellando mediante una apposita lacca a base alcolica e successivamente ribattendo il carattere.

Per aggiungere dei disegni al testo, si utilizza uno stilo metallico (sufficiente una penna a sfera), con la matrice distesa in piano su una superficie rugosa.

La matrice finita viene agganciata al tamburo della macchina di stampa, riempito di inchiostro denso (oleoso). Il meccanismo di rotazione del tamburo (ad azionamento manuale), sincronizza il trascinamento dei fogli vuoti, sui quali si ha il trasferimento dell’inchiostro nelle sole parti prive di cera. La carta da stampa deve essere particolarmente assorbente, per cui è poco “collata” ed ha una superficie opaca.

La bassa qualità di stampa è dovuta essenzialmente alla trama del foglio matrice, che si traduce in una grossolana puntinatura degli elementi in stampa. Influenza la qualità del risultato anche l’abilità nella battitura dei caratteri, poiché un’azione del martelletto particolarmente forte distrugge anche la cera nelle vicinanze, producendo un carattere sbiadito e privo di dettagli.

Il sistema può permettere, in una certa misura, stampe a colori: per ciascun colore deve essere preparata una matrice dedicata, ed il processo di stampa ripetuto riprocessando i fogli per ciascuno dei colori. Non è invece possibile riprodurre immagini di tipo fotografico o comunque disegni con “mezzitoni”.