Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1930 accadde…Lo statunitense Richard Drew inventa il nastro adesivo.

Il nastro adesivo, comunemente chiamato anche scotch (dal nome commerciale di questo articolo prodotto dalla 3M), è un nastro diplastica o carta a cui è applicata una sostanza adesiva. Il nastro può essere adesivo da un solo lato o da entrambi (nastro biadesivo), nel secondo caso una delle due facce del nastro è spesso protetta da una pellicola.

Il nastro adesivo è utilizzato per incollare oggetti fra loro per lo più temporaneamente, ma anche permanentemente. L’adesione avviene per semplice contatto con l’oggetto.

L’inventore fu lo statunitense Richard Drew, ricercatore della 3M, che lo mise in commercio nel 1930. In Europa giunse solo nel 1937.

I vari tipi di nastro adesivo per imballo o chiusura scatole si differenziamo fra loro per il supporto (PVC o PPL ) e per il tipo di colla. La colla più appiccicosa, adatta ad ogni tipo di materiale (carta, plastica, vetro…) è quella in gomma naturale. Gli altri tipi di colla sono la colla acrilica, adatta per applicazioni in cui la colla deve tenere anche per molti anni, e la colla hot melt, adatta per le nastratrici automatiche.

I nastri adesivi più adatti all’utilizzo con uno stendinastro, generalmente nella misura classica di 5 cm per 66 metri sono:

  • Nastro adesivo in polipropilene “PP” con colla in gomma naturale: è il tipo più economico, è rumoroso allo srotolamento, va tagliato con uno stendinastro o una lama.
  • Nastro adesivo in polivinilcloruro “PVC” con colla in gomma naturale, più spesso del PPL e molto rigido, è più costoso, è silenzioso allo srotolamento, può essere spezzato più facilmente, anche con le mani senza usare una lama.