Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1945 accadde…Adolf Hitler si trasferisce nel suo bunker sotterraneo, il cosiddetto Führerbunker

Il Führerbunker è il nome comunemente utilizzato per indicare il complesso sotterraneo, sito a Berlino, nel quale Adolf Hitler si è suicidato il 30 aprile 1945, ponendo così di fatto termine alla seconda guerra mondiale in Europa. Il bunker fu il tredicesimo, e ultimo, dei quartieri generali del Führer (Führerhauptquartiere), il più famoso dei quali fu la Wolfsschanze.

Hitler si trasferì nel Führerbunker il 16 gennaio 1945, seguito dal suo segretario Martin Bormann, da Eva Braun e daJoseph Goebbels e consorte insieme con i loro sei figli, che trovarono posto nei piani superiori del Vorbunker. Il bunker venne inoltre occupato da due o tre dozzine di persone, tra i quali alcuni medici e componenti dell’amministrazione delgoverno. Tra questi anche la segretaria di Hitler, Traudl Junge, un’infermiera, Erna Flegel e un telefonista, Rochus Misch.

Il bunker venne rifornito di una grande quantità di cibo e di altri beni di prima necessità, oltre agli strumenti necessari per sopravvivere ai fumi e ai gas mortali utilizzati negli ultimi giorni dell’aprile 1945. Diverse testimonianze, successivamente, parlarono dei costanti rumori del sistema di ventilazione del complesso sotterraneo.

Diversi uomini e donne del personale abbandonarono il bunker tra il 22 e il 23 aprile, prima che la battaglia di Berlino, con lacapitale tedesca ormai circondata dalle forze dell’Armata Rossa, entrasse nel vivo. Il 30 aprile, Hitler decise di suicidarsi, facendo ingerire prima una dose di cianuro ad Eva Braun e ingerendone poi una lui stesso, mentre rivolgeva la pistola su di sé; il giorno successivo anche Goebbels, e la moglie, dopo aver ucciso tutti i propri figli, si suicidarono (o vennero uccisi da un attendente). Dopo questi fatti, la maggior parte degli occupanti rimasti nel bunker, cercarono di abbandonare il rifugio nelle ore successive, tentando di attraversare le linee sovietiche. Pochi altri, infine, decisero di rimanere nel bunker e vennero fatti prigionieri dalle truppe russe il 2 maggio.

Gli ufficiali dell’intelligence sovietica, esaminarono quindi la struttura del complesso, trovando più di una dozzina di corpi, alcuni dei quali irriconoscibili perché bruciati, e resti di molte carte e documenti bruciati.