Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1948 accadde…l’Italia repubblicana ha il suo emblema

L’emblema della Repubblica Italiana (comunemente chiamato Stellone) è l’emblema identificativo dell’Italia repubblicana. È stato adottato ufficialmente il 5 maggio del 1948, col decreto legislativo nº 535.

La genesi dell’emblema inizia nell’ottobre del 1946, quando il Governo De Gasperi II, primo governo repubblicano del Paese, decise di istituire una commissione, presieduta daIvanoe Bonomi, per la creazione di un simbolo identificativo della neonata Repubblica Italiana, in sostituzione dell’ormai obsoleto Stemma del Regno d’Italia. Venne quindi bandito un concorso nazionale aperto a tutti i cittadini, a tema libero, con pochi vincoli alle proposte: bando assoluto ai simboli di partito, e utilizzo della Stella d’Italia, «ispirazione dal senso della terra e dei comuni» (quest’ultima già presente sullo Stemma del Regno dal 1870 al 1890). Per le cinque opere ritenute migliori era previsto un premio di 10 000 lire.

341 candidati risposero al concorso, inviando 637 bozzetti in bianco e nero. I cinque ritenuti migliori superarono la selezione, e qui la Commissione invitò gli autori a presentare ulteriori nuove proposte, basate su un tema preciso: «una cinta turrita che abbia forma di corona» racchiusa da una ghirlanda di frasche, con in basso la rappresentazione delmare, in alto la Stella d’Italia, e l’inserimento delle parole “Unità” e “Libertà”. Stavolta la Commissione premiò la proposta di Paolo Paschetto: l’artista fu ricompensato con ulteriori 50 000 lire, e soprattutto venne incaricato di disegnare la versione definitiva dell’emblema. La Commissione inviò poi il disegno al Governo per l’approvazione, esponendolo insieme alle altre proposte finaliste in una mostra allestita in via Margutta a Roma nel febbraio del 1947.

L’emblema uscito vincitore dal concorso non ottenne però riscontri favorevoli (venne definito una «tinozza»). Fu quindi istituita una nuova Commissione, che bandìradiofonicamente un secondo concorso; questa volta l’orientamento fu quello di privilegiare degli elementi legati all’idea del lavoro. Ancora una volta risultò vincitore Paolo Paschetto, la cui proposta venne però ampiamente rivisitata dalla Commissione: risultato finale fu una stella bianca a cinque punte simmetriche centrata su una ruota dentata, simbolo del lavoro e del progresso, e circondata da un ramo di ulivo e una frasca di quercia. Dopo essere stato approvato dall’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948, e dopo la decisione finale sui colori, il 5 maggio successivo il Presidente della Repubblica Enrico De Nicola ratificò la scelta firmando il decreto legislativo nº 535, dando così alla Repubblica il suo nuovo emblema.

Non esente da critiche nel corso degli anni sotto il punto di vista grafico, nel 1987 il Presidente del Consiglio Bettino Craxi lanciò un nuovo concorso nazionale volto a rinnovare o ridisegnare l’emblema della Repubblica. La Commissione incaricata ricevette 239 proposte, ma nessuna di esse venne ritenuta soddisfacente. Durante il Governo Berlusconi II l’emblema è stato oggetto di un leggero restyling, motivato dal suo inserimento in un bollo ellittico, diventato il nuovo logo della Presidenza del Consiglio dei ministri.