Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1951 accadde…Caso Rosenberg: Ethel e Julius Rosenberg sono accusati di cospirazione e spionaggio

Il caso Rosenberg è una vicenda che, negli anni della Guerra fredda, e in pieno clima di maccartismo, coinvolse i coniugi Julius ed Ethel Rosenberg e colpì profondamente l’opinione pubblica mondiale, quando i due vennero processati, giudicati colpevoli e condannati a morte come spie dell’Unione Sovietica.

Specificamente, i coniugi Rosenberg furono accusati di cospirazione attraverso lo spionaggio e incriminati per aver passato ad agentisovietici dei segreti sulle armi nucleari.

L’indagine che li portò alla sedia elettrica nel penitenziario di Sing Sing dello Stato di New York il 19 giugno 1953 aveva preso l’avvio, poco più di due anni prima, dalla scoperta di testi sospetti battuti a macchina da Ethel Greenglass, coniugata Rosenberg, nell’ufficio della società di spedizioni navali in cui lavorava come segretaria.

Seguirono dapprima la denuncia, il 6 marzo 1951, e quindi l’arresto, il 29 marzo dello stesso anno. Il 5 aprile 1951 i Rosenberg vennero condannati a morte. La sentenza di morte venne eseguita nonostante i molti appelli internazionali in favore della grazia, indirizzati da Bertolt Brecht, Dashiell Hammett, Pablo Picasso, Frida Kahlo, Diego Rivera,Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir e dal papa Pio XII.

La fondatezza delle imputazioni è rimasta sempre controversa, sebbene decenni dopo la declassificazione delle decifrazioni delle comunicazioni sovietiche da parte del Progetto Venona abbia indicato che Julius Rosenberg era effettivamente coinvolto nello spionaggio.

I figli dei coniugi Rosenberg hanno tentato per decenni di ottenere che fossero resi noti i documenti originali in base ai quali era stata condotta l’indagine. Essi denunciano che di quei documenti sono note solo rielaborazioni prodotte negli anni Settanta, in prossimità della loro desecretazione. L’opinione espressa dal minore dei figli, Robert Meeropol, è che, a causa della non disponibilità della documentazione originale, non è in grado di escludere (ma ovviamente neanche di provare) che il padre abbia potuto effettivamente fornire ai russi informazioni (ma non segreti inerenti le armi nucleari), mentre certamente la madre fu perseguitata e condannata soltanto per essersi rifiutata di coinvolgere altri nella spirale delle denunce di correità (la cosiddetta caccia alle streghe). Ambedue, afferma, furono vittime essenzialmente della loro ostinazione a non denunciare come spie altri militanti comunisti, come invece avevano fatto il fratello di Ethel e altri implicati “a catena” nelle indagini.