Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1955 accadde…Tennessee Williams vince il Premio Pulitzer per La gatta sul tetto che scotta

Tennessee Williams, pseudonimo di Thomas Lanier Williams (Columbus, 26 marzo 1911 – New York, 25 febbraio 1983), è stato un drammaturgo, scrittore, sceneggiatore e poeta statunitense.

Il 9 giugno 1980 il Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter gli ha concesso la prestigiosa onorificenza: la Medaglia presidenziale della libertà.

Negli anni trenta in California e poi durante altri viaggi negli Stati Uniti, Williams cominciò ad avere relazioni con uomini. Contrariamente a quanto si è creduto per anni, egli non ebbe mai difficoltà ad accettare la propria omosessualità, come si deduce dalle sue “Memorie” pubblicate nel 1975 e i suoi diari personali (Notebooks), pubblicati postumi nel 2007. Data l’epoca in cui viveva, la sua discrezione è passata spesso per ipocrisia o paura di accettarsi.

Nel 1938 Williams si laureò alla University of Iowa e l’anno successivo, dopo aver vinto mille dollari della Fondazione Rockefeller per i suoi atti unici American Blues, adottò il nome di battesimo Tennessee. Dal ’39 al ’44 visse per brevi periodi in vari luoghi degli Stati Uniti, tra i quali New York, New Orleans, Taos nel Nuovo Messico e Provincetown, che raccoglieva, nella cittadina di Capo Cod, una grande e libera comunità di artisti. Nel ’43 firmò un contratto di sei mesi con la Metro-Goldwyn Mayer per la stesura di una sceneggiatura. Williams non era tagliato per quella professione, anche se lungo gran parte del Novecento tanti grandi registi avrebbero fornito memorabili versioni cinematografiche dei suoi drammi. Tra questi Elia Kazan, Joseph Mankiewicz, Richard Brooks, Irving Rapper, Paul Newman.

La relazione di Williams col segretario, Frank Merlo, durò dal 1947 fino alla morte di Merlo per carcinoma polmonare nel 1963 e garantì a Williams la stabilità per un lungo periodo nel quale egli scrisse i suoi lavori più duraturi. Merlo riuscì infatti a compensare molti dei frequenti accessi di depressione di Williams, e soprattutto la paura che, come la sorella Rose, anch’egli sarebbe diventato pazzo. La morte di Merlo sprofondò Williams in un periodo di acuta depressione che durò un decennio e che lo avvicinò all’alcolismo.