Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1969 accadde…Esce il primo numero del quotidiano Il manifesto

il manifesto è un quotidiano italiano di indirizzo comunista fondato nel 1969.

Pur appartenendo all’area della sinistra italiana, non aderisce apertamente a nessun partito italiano.

Il quotidiano è pubblicato da una società cooperativa i cui soci sono gli stessi giornalisti e i tecnici addetti alla stampa; tutti i soci hanno lo stesso stipendio. Per questo spesso non partecipa agli scioperi dei giornalisti contro gli editori, andando comunque in edicola, ma ospitando alcune pagine con le ragioni degli scioperanti.

Nasce in origine come rivista politica mensile, diretta da Lucio Magri e da Rossana Rossanda, ed edito da Edizioni Dedalo. Alla redazione del primo numero, uscito il 23 giugno 1969 con una tiratura di 75.000 copie partecipano Luigi Pintor, Aldo Natoli, Valentino Parlato, Luciana Castellina, Lidia Menapace e Ninetta Zandegiacomi. La veste grafica è curata da Giuseppe Trevisani.

Il periodico nasce dalla componente più “a sinistra” del Partito Comunista Italiano che con Pietro Ingrao aveva sostenuto nel corso dell’XI congresso alcune battaglie per la democrazia interna al partito e sollevato la questione del “modello di sviluppo” in contrapposizione alla componente più “moderata” del partito, capeggiata da Giorgio Amendola.

L’idea di dare vita a una pubblicazione autonoma risale all’estate del 1968, ma viene congelata in vista del XII congresso del PCI, dove, peraltro, Pintor, Natoli e Rossanda non avevano votato in Comitato centrale le tesi.

La rivista assume posizioni in contrasto con la linea maggioritaria del partito (in particolar modo rispetto all’invasione sovietica della Cecoslovacchia, con l’editoriale uscito nel secondo numero intitolato “Praga è sola”) che ne chiede la sospensione delle pubblicazioni. Il Comitato centrale del PCI del 24 novembre 1969 delibera la radiazione per Rossana Rossanda, Luigi Pintor e Aldo Natoli con l’accusa di “frazionismo”. Successivamente viene adottato un provvedimento amministrativo per Lucio Magri e non vengono rinnovate le iscrizioni per Massimo Caprara (dal 1944, per 20 anni, segretario personale di Togliatti), Valentino Parlato e Luciana Castellina.