Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1976 accadde…Seymour Cray presenta il primo supercomputer Cray: il Cray-1

Il Cray-1 è un supercomputer sviluppato nel 1976 da un team di progettisti guidati da Seymour Cray per la Cray Research. Il primo esemplare venne installato al Los Alamos National Laboratory e fu destinato a divenire uno dei più famosi e meglio riusciti supercomputer della storia.

All’inizio degli anni settanta Seymour Cray era impegnato per la Control Data Corporation su una nuova macchina chiamata CDC 8600, successore logico del CDC 6600 e CDC 7600. L’8600 era fondamentalmente costituito da quattro 7600 inseriti in un singolo involucro, con una speciale modalità di funzionamento supplementare che permetteva agli stessi di operare in modo “lock-step” in maniera simile al parallelismo SIMD.

Jim Thornton, inizialmente collega di Cray nei primi lavori, preparò le basi di progetto più radicale conosciuto come CDC STAR-100. A differenza dell’approccio a forza bruta dell’8600, orientato alle performance estreme, lo STAR seguiva una strada completamente differente, con un processore principale meno potente di quello del 7600 ma dotato tuttavia di hardware aggiuntivo che velocizzava alcune operazioni particolarmente comuni nei supercomputer.

Nel 1972 l’8600 era giunto alla fine del suo percorso: la macchina era incredibilmente complessa al punto da presentare seri problemi di operatività. Persino un singolo componente difettoso era sufficiente a mandare fuori esercizio la macchina. Cray discusse con William Norris al proposito, il Control Data e CEO della società, affermando che si era resa necessaria una riprogettazione completa. Tuttavia in quel periodo la società stava attraversando una crisi finanziaria e, con lo stesso STAR in fase di sviluppo, Norris non poteva disporre di denaro da investire.

Cray lasciò la società e ne avviò una nuova con sede poco distante dai laboratori CDC, nelle immediate vicinanze di un terreno da lui stesso acquistato a Chippewa Falls(Wisconsin). Cray e un gruppo di ex dipendenti della CDC iniziarono a esplorare nuove soluzioni; inizialmente l’idea di realizzare un supercomputer sembrava improponibile poiché già la CDC non aveva avuto abbastanza denaro per realizzare il progetto e tanto meno avrebbe potuto fare una piccola compagnia appena nata e praticamente senza finanziamenti. Ma il CTO della società stabilì alcuni contatti con agenti di Wall Street e trovò investitori disposti a finanziare la realizzazione di un nuovo supercomputer. Alla società di Cray mancava quindi solamente un nuovo progetto.

Nel 1975 venne annunciato il Cray-1. L’eccitazione intorno alla nuova macchina fu tale da scatenare una guerra tra i centri LLNL e Los Alamos per chi dovesse aggiudicarsi il primo esemplare. Los Alamos vinse la battaglia, aggiudicandosi la macchina con numero di serie 001 del 1976, per un periodo di prova di sei mesi. Il National Center for Atmospheric Research (NCAR) divenne il primo cliente ufficiale della Cray Research nel luglio del 1977 con un versamento di 8.86 milioni di dollari (7.9 milioni di dollari più 1 milione per i dischi). La stessa macchina venne dismessa soltanto nel gennaio del 1989. La compagnia si aspettava inizialmente di vendere una dozzina di macchine; di fatto vendette più di ottanta macchine a un prezzo compreso tra i 5 milioni e gli 8 milioni di dollari. La macchina rese Cray una celebrità nel suo ambiente e la sua compagnia un successo durato fino all’inizio degli anni novanta quando il mercato dei supercomputer è crollato.

Al Cray-1 seguì nel 1982 il Cray X-MP, una macchina da 800 MegaFLOPS nonché prima macchina multiprocessore della società. Nel 1985 venne presentato il Cray-2, una macchina molto avanzata in grado di sviluppare 1.9 GigaFLOPS di picco. Questo computer ebbe però un limitato successo commerciale per via di problemi ad ottenere prestazioni elevate nelle applicazioni in problemi reali. Nel 1988 venne quindi presentato il Cray Y-MP, un nuovo modello basato su un disegno molto conservativo, evoluzione dei Cray-1 e X-MP dai quali prese il nome.