Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1981 accadde…Condanna all’ergastolo per Mehmet Ali Agca, l’attentatore di papa Giovanni Paolo II

Mehmet Ali Ağca (pronuncia IPAmehmet ali aɣʤaYesiltepe9 gennaio 1958) è un terrorista e criminale turco, condannato per l’assassinio del giornalista Abdi İpekçi e per il tentato omicidio di papa Giovanni Paolo II.

Mehmet Ali Ağca è stato un militante nell’organizzazione terroristica di estrema destra denominata “Lupi grigi“. Il 1º febbraio 1979 assassinò il giornalista turco Abdi İpekçi, direttore del quotidiano liberale Milliyet e attivista per i diritti umani. Dopo essere stato condannato alla carcerazione, il 25 novembre 1979 riuscì a evadere dal carcere di massima sicurezza di Kartal Maltepe, in cui era detenuto. In seguito all’evasione partirono le sue prime minacce di attentato al Papa Giovanni Paolo II, probabilmente finalizzate a eliminare i sospetti di un complotto nella successiva azione terroristica, per far pensare invece a un’iniziativa individuale di Ali Ağca.

Il 13 maggio 1981, pochi minuti dopo l’ingresso di Wojtyła in Piazza San Pietro per l’udienza generale, Ali Ağca sparò tre colpi di pistola al papa. Pur riuscendo a raggiungere il colonnato di piazza San Pietro con l’intento di fuggire dal luogo dell’attentato, venne costretto a fermarsi da alcuni astanti. Facendo cadere inavvertitamente la pistola a terra urtando con il braccio una suora lì presente e rimanendo quindi disarmato poté essere arrestato facilmente dalle forze dell’ordine. Riprese la corsa ma ormai disarmato venne bloccato e arrestato nel colonnato. Wojtyła fu presto soccorso e sopravvisse e dopo l’attentato fu sottoposto a un intervento di 5 ore e 30 minuti.

Il 22 luglio 1981, dopo tre giorni di processo per direttissima, i giudici della corte di Assise condannarono Mehmet Ali Ağca all’ergastolo per tentato omicidio di Capo di Stato Estero. Ali Ağca rinunciò a presentare appello contro la sentenza di condanna che motivava la pena, esplicitando che l’attentato “non fu opera di un maniaco, ma venne preparato da un’organizzazione eversiva rimasta nell’ombra”. La difesa sostenne, invece, che Ali Ağca aveva agito da solo, in preda a una schizofrenia paranoica, mossa dal desiderio di diventare un eroe del mondo musulmano.

Il 12 marzo 1982 il Consiglio nazionale di sicurezza turco confermò la condanna a morte di Ali Ağca per l’uccisione del giornalista. Una successiva amnistia commuterà la pena in dieci anni di detenzione.

Nel 1982, tuttavia, Ali Ağca cambiò versione e cominciò a parlare di una pista bulgara che avrebbe collegato l’attentato al Papa al KDS, i servizi segreti della Bulgaria comunista. Venne anche individuato un presunto complice, Oral Celik, che sarebbe intervenuto in caso di fallimento di Ali Ağca. Nel 1983 Giovanni Paolo II, due giorni dopo Natale, fece visita all’attentatore nel carcere di Rebibbia. I due parlarono da soli per lungo tempo e la loro conversazione è rimasta ancora oggi privata. La sentenza del 29 marzo 1986 non riusci tuttavia a dimostrare la tesi del complotto bulgaro, comunque sempre smentita dal leader comunista di allora Todor Živkov. Il 20 febbraio 1987 il Papa ricevette in udienza la madre e il fratello di Ali Ağca i quali gli chiesero di intercedere per la grazia. La buona condotta in carcere del terrorista turco diminuì ulteriormente la pena: infatti il 25 maggio1989 il Tribunale di sorveglianza di Ancona gli concesse una riduzione di 720 giorni di reclusione; il 9 gennaio 1994 la riduzione fu di altri 405 giorni; il 18 dicembre 1995 di 180 giorni. Tali provvedimenti consentirono di abbreviare il termine di 26 anni di reclusione, scontati i quali un ergastolano, in base al diritto italiano, può chiedere la libertà condizionata.