Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1983 accadde…A Torino, prende fuoco il cinema Statuto uccidendo 64 spettatori, quasi tutti ragazzi;

L’incendio del Cinema Statuto fu un tragico evento avvenuto a Torino la sera del 13 febbraio 1983, che provocò la morte di 64 persone per intossicazione da fumi e per ustioni; le fiamme si sarebbero propagate partendo da una tenda. Le vittime, sebbene avessero tentato la fuga, trovarono le uscite di sicurezza chiuse, non riuscendo così a scampare alle esalazioni di ossido di carbonioe acido cianidrico prodotte dalla combustione del poliuretano espanso delle poltrone, dal rivestimento plastico delle lampade e dai tendaggi alle pareti. Fu considerata la più grande strage verificatasi a Torino dal secondo dopoguerra.

Intorno alle 18:15, quando era iniziata da circa venti minuti la proiezione, si verificò un’improvvisa fiammata (i sopravvissuti riferiranno di aver udito un tonfo sordo, simile all’accensione di una stufa) causata da un cortocircuito, che incendiò una tenda adibita a separare il corridoio di accesso di destra dalla platea; cadendo, questa innescò il fuoco alle poltrone delle ultime file, tagliando in questo modo un’importante via di fuga che, comunque, alcuni riusciranno ugualmente a guadagnare. Gli altri spettatori, invece, terrorizzati, si rovesciarono in massa sulle sei uscite di sicurezza le quali, però, erano state tutte chiuse, tranne una, per iniziativa del gestore, che in questo modo aveva voluto contrastare i frequenti ingressi di “portoghesi”. Dall’esterno si udivano le urla e le richieste di aiuto, mentre alcuni spettatori della platea riuscirono a raggiungere l’atrio della biglietteria, dov’era presente il proprietario del cinema, che cercò inutilmente di calmare gli animi, temendo un’ondata di panico collettivo.

A questo punto ebbe luogo una serie di errori che risulteranno determinanti: venuta a mancare l’illuminazione principale, non furono accese le luci di sicurezza tramite l’interruttore ausiliario ubicato dietro la cassa e la proiezione non fu interrotta, sempre secondo la ricostruzione, nel tentativo di contenere il panico. Le conseguenze furono catastrofiche, perché in galleria il pericolo non fu percepito, se non quando fu invasa dal fumo. Chi riuscì a rendersi conto della situazione si diede alla fuga: alcuni si diressero verso l’accesso di sinistra che dava sull’atrio, ma nessuno riuscì a raggiungerlo (in questo punto si conteranno quasi quaranta morti); un’altra parte del pubblico, invece, si rovesciò in quello di destra, che però portava alle toilette, dalle quali non riuscirono più a uscire. Altri spettatori, inoltre, vennero trovati morti ancora seduti in poltrona. Comune a tutte le vittime, il viso annerito dal fumo tossico scatenato dall’incendio, che aveva trasformato la galleria in una sorta di camera a gas soffocando i presenti in meno di un minuto.

Il 15 febbraio seguente, nel duomo cittadino furono celebrati pubblici funerali, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini e del sindaco di Torino Diego Novelli. Dei 64 morti, 31 erano maschi e altrettante femmine, mentre i rimanenti due erano un bambino e una bambina; la vittima più giovane aveva 7 anni, la più anziana 55.