Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1994 accadde…Lorena Bobbitt viene processata per aver tagliato il pene del marito John

Il caso Bobbitt è stato un fatto di cronaca del 1993 che ha avuto come protagonisti John Wayne Bobbitt (Buffalo, New York 23 marzo1967) e Lorena Leonor Gallo (Bucay, Ecuador 31 ottobre 1970), una coppia statunitense divenuta celebre poiché Lorena tagliò parte delpene di John con un coltello da cucina.

La sera del 23 giugno 1993 la signora Bobbitt tagliò il pene di suo marito mentre dormiva nella loro casa di Manassas, in Virginia. Poi prese l’auto e lanciò la parte del corpo amputata fuori dal finestrino. La polizia lo cercò accuratamente, lo trovò, e fu ricucito chirurgicamente.

Nelle prime dichiarazioni alla polizia la donna spiegò che aveva tagliato il pene perché suo marito «arriva all’orgasmo senza aspettarmi. È egoista». Successivamente sostenne che il marito abusava di lei, la picchiava e rincasava sempre tardi e ubriaco e quella sera, come ormai succedeva da troppo tempo, lui abusò di lei e poi si addormentò come nulla fosse. Fu accusata di “lesioni volontarie”, venendo assolta nel 1997 poiché aveva provato un impulso irresistibile a ferire suo marito. Le fu comunque ordinato di passare 45 giorni in una clinica psichiatrica.

John dovette rispondere alle accuse di violenza che derivavano dalle dichiarazioni di Lorena. Fu assolto dall’accusa di violenza matrimoniale nel settembre 1993. In seguito, acconsentì a interpretare un film pornografico per sfruttare la pubblicità indiretta derivata dalla grande visibilità mediatica della sua vicenda; il film fu intitolato John Wayne Bobbitt: Uncut. L’evidente doppio senso gioca con i molteplici significati del termine inglese uncut: letteralmente “non tagliato” ma anche “non circonciso” nel linguaggio comune e “non censurato” in gergo cinematografico.