Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1995 accadde…Italia: sospende le pubblicazioni il quotidiano La Voce, fondato e diretto da Indro Montanelli: le cause sono da ricondurre allo scarso interesse del pubblico e ai debiti accumulati

La Voce è stato un quotidiano nazionale italiano fondato e diretto da Indro Montanelli e pubblicato dal 22 marzo 1994 al 12 aprile1995.

L’idea di fondare La Voce nacque a Indro Montanelli quando lasciò la direzione de «Il Giornale» l’11 gennaio 1994, dopo quasi vent’anni di direzione ininterrotta. Montanelli lamentò pesanti ingerenze addebitandole direttamente a Silvio Berlusconi, suo ex editore, che era in procinto di presentarsi alle elezioni politiche di quell’anno con un nuovo partito. Berlusconi auspicava infatti da parte della testata una netta presa di posizione in favore della sua parte politica.

Tali pressioni furono respinte dal direttore che constatò come fossero venute meno le condizioni di libertà e d’indipendenza inprescindibili per poter continuare la conduzione del quotidiano. Così Montanelli considerò conclusa la sua esperienza al «Giornale». All’età di ottantacinque anni ricominciò con una nuova testata, ispirata nel nome all’omonima rivista fondata da Giuseppe Prezzolini nel 1908.

Con questo gesto Montanelli intese riaffermare la sua libertà e indipendenza giornalistica, e le sue posizioni conservatrici, di una tradizione della destra italiana che non voleva identificarsi con la figura e la politica del suo ex editore.

I giornalisti de La Voce provenivano quasi tutti da il Giornale: tra loro, nomi come Beppe Severgnini, Peter Gomez, Marco Travaglio, Luigi Bacialli, Giancarlo Mazzuca, Federico Orlando, Oscar Eleni, Francesco Battistini, Pietro Cheli, Luigi Offeddu, Aldo Vitali, Leonardo Maisano e altri. Della Voce fece anche parte, come critico cinematografico, Gianni Canova, al quale venne affidata da Montanelli in persona la sezione di critica cinematografica.
La società editrice della testata, la Piemmei di Victor Uckmar e Luciano Consoli era un’impresa ad azionariato diffuso: ciascun socio poteva possedere solo una piccola porzione del capitale. Il modello della public company era stato pensato da Montanelli per garantirsi la più ampia autonomia.

La Voce, che aveva sede a Milano in via Dante 12, si caratterizzò per i molti articoli d’opinione, i fotomontaggi realizzati da Vittorio Corona, la prima pagina a copertina (molto diversa da quella del Giornale), le numerose rubriche, la sezione cultura particolarmente curata, chiamata Il Caffè, e le pagine quasi prive di pubblicità. Il successo iniziale fu grande ma, dopo pochi mesi l’effetto novità si esaurì, facendo andare in sofferenza la gestione economica. In agosto fu chiamato alla direzione amministrativa Gianni Locatelli, che non riuscì a risollevare le sorti del giornale.

Nell’aprile 1995, tredici mesi dopo il primo numero, a causa di vari motivi (costi troppo alti, calo delle vendite in edicola, fuga dei pochi azionisti e inserzionisti, ecc.) la testata dovette chiudere.

L’ultimo numero uscì il 12 aprile 1995. I giornalisti della Voce rimasero quasi tutti disoccupati, tranne un pugno di “fedelissimi” che Montanelli riuscì a portare con sé al Corriere della Sera.