Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1996 accadde…Portopalo: nella notte fra il 25 e il 26 dicembre affonda un battello di immigrati che cercava di raggiungere le coste siciliane. Le vittime sono 283: si tratta della più grande tragedia navale avvenuta nel Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale. Viene ricordata come la Strage di Natale.

Il naufragio della F174, del 1996, rappresentò all’epoca la più grande tragedia navale del Mediterraneo dalla fine della Seconda guerra mondiale, e rimase tale sino allaTragedia di Lampedusa, verificatasi il 3 ottobre 2013. Avvenne nella notte tra il 24 e il 25 dicembre ed è per questo conosciuta anche con il nome di Strage di Natale. Il naufragio è conosciuto inoltre con il nome di Tragedia di Portopalo, perché avvenuto a poche miglia dalla località siciliana di Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa. Nel naufragio persero la vita almeno 283 persone.

La nave trasportava clandestini provenienti principalmente da India, Pakistan e Sri Lanka. I clandestini provenienti da varie località asiatiche erano stati convogliati verso il porto del Cairo.

Qui, dopo aver versato circa un migliaio di dollari a testa agli scafisti, vennero imbarcati sulla Friendship; la nave però non venne fatta partire perché si attendeva l’arrivo di altri clandestini per poter partire a pieno carico. Dopo 12 giorni di vana attesa i clandestini vengono trasbordati su un cargo battente bandiera honduregna, la Yohan, che parte con 400 persone a bordo.

Le condizioni di vita a bordo della nave sono pessime: i passeggeri sono rinchiusi nella stiva, con pochissimi cibo e acqua a disposizione.

La nave, un battello maltese di nome F174, arriva nella notte tra il 25 e il 26 dicembre. Si tratta di un’imbarcazione in pessimo stato, in legno e con i sistemi di sicurezza fuori uso. I passeggeri dello Yohan salgono in massa sul battello maltese, lungo 18 metri, fino a che la nave non comincia a dare segni di instabilità. I trafficanti decidono allora di effettuare due viaggi per trasportare tutti i passeggeri e la F174 riparte con circa 470 persone a bordo, non accorgendosi però di uno squarcio sulla prua apertosi dopo un urto con laYohan nelle operazioni di trasbordo.

Il battello imbarca acqua, e resosi conto di non poter raggiungere la costa siciliana, chiede aiuto alla Yohan. Il cargo giunge in pochi minuti ma a causa del mare in burrasca si scontra con la F174 che si spacca in tre e affonda. Solo una trentina di persone, tra cui il comandante greco, si salvano sui mezzi di soccorso lanciati dalla Yohan. Muoiono quasi 300 persone.

I trafficanti ripartono con la Yohan per la Grecia dove scaricano i passeggeri superstiti, tenendoli però segregati affinché non possano parlare. Un gruppo di clandestini riesce a fuggire e racconta alla polizia greca l’accaduto; la polizia greca non crede però alla loro versione e arresta i clandestini.

La Yohan viene sequestrata il 28 febbraio dopo aver sbarcato altri clandestini in Calabria. Le autorità italiane si dimostrano però perplesse sull’accaduto e, vista la mancanza di riscontri oggettivi, non approfondiscono le indagini. Poiché il naufragio non ha quasi lasciato tracce concrete la vicenda è stata appurata grazie anche alle indagini del giornalista Giovanni Maria Bellu, che credette alle testimonianze di alcuni clandestini e vagliò alcune voci che circolavano.