Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 1998 accadde…Karla Faye Tucker è la prima donna giustiziata negli USA dal 1984

Karla Faye Tucker Brown (Houston, 18 novembre 1959 – Huntsville, 3 febbraio 1998) è stata una criminale e prostituta statunitense, prima donna giustiziata negli Stati Uniti dal 1984 e la prima in Texas dal 1863.

Venne condannata alla pena di morte per duplice omicidio in concorso con altri nel 1984 e la condanna venne eseguita nel 1998.[2] Il suo caso, come quelli di sei anni dopo riguardanti Dominique Green e Kenneth Foster, contribuì al dibattito internazionale e negli USA sulla pena di morte, anche per la mobilitazione per salvarle la vita, di cui facevano parte papa Giovanni Paolo II e Oscar Luigi Scalfaro, specialmente a motivo del suo cambiamento di vita e della sua conversione al cristianesimo.

Karla Faye Tucker nacque in una famiglia problematica (il padre, non biologico, era uno scaricatore di porto che se ne andò di casa, la madre una prostituta tossicodipendente e groupie di una rock band); a otto anni fumava sigarette, a 12 faceva uso di droghe pesanti, come eroina, e si prostituiva seguendo l’esempio della madre, per vivere e procurarsi la droga. A 16 anni si sposò con un meccanico, divorziando poco dopo.

Nel 1983, sotto l’effetto delle droghe, con il fidanzato dell’epoca Daniel Garrett e alcuni complici Karla Tucker uccise per rapina o più probabilmente per vendetta il suo ex compagno Jerry Lean Dean, colpevole di averle rubato delle fotografie e di aver picchiato una sua amica, l’ex moglie di Dean, Shawn, colpito da entrambi a colpi di piccone e martello impugnato da Garrett, e Deborah Thornton che si trovava nel letto di lui: quest’ultima venne uccisa da lei stessa, utilizzando una piccozza, in quanto testimone scomoda del primo omicidio e perché amante di Dean stesso, da cui si era rifugiata dopo essere fuggita dal marito, Richard Thornton, obeso, malato e violento, con cui aveva quattro figli; venne quindi condannata a morte l’anno successivo, con la testimonianza determinante del fratello di Garrett, con cui si erano vantati del delitto. Anche Garrett fu condannato a morte, ma morì in carcere di epatite prima dell’esecuzione, nel 1993. Gli altri ebbero pene minori, dall’ergastolo in giù.

Durante la carcerazione la Tucker si disintossicò per la prima volta nella sua vita e non assunse mai più droghe, si avvicinò alla lettura della Bibbia e divenne parte dei cristiani rinati evangelici, gruppo solitamente favorevole alla pena di morte, ma che nel suo caso sostenne la grazia, nella maggioranza dei suoi esponenti; sposò in seconde nozze il cappellano evangelico del carcere, il reverendo Dana Lane Brown e si dedicò ai programmi di recupero di detenuti tossicodipendenti. Quando decise di chiedere la grazia non richiese la libertà vigilata, ma accettò l’ergastolo senza condizionale, chiedendo di poter lavorare come volontaria e assistente spirituale accanto ad un pastore o ministro di culto evangelico per gli altri detenuti e detenute.

A causa del genere – l’ultima donna messa a morte in Texas era stata giustiziata nel 1863 durante la guerra civile, mentre in tutto il Paese nel 1984; prima ancora non c’erano state esecuzioni di donne dal tempo di Ethel Greenglass e di suo marito Julius Rosenberg, accusati di spionaggio nel 1953; inoltre il Texas, nonostante o forse proprio per il maschilismo diffuso, considerava il crimine violento tipicamente maschile e si opponeva alla criminalizzazione eccessiva delle donne -, della sua vita difficile e della celebre e pubblicizzata sui giornali conversione al cristianesimo, ci fu un grande e inusuale movimento internazionale e nazionale che chiedeva la grazia e la commutazione della pena inergastolo; esso comprendeva anche alcuni rappresentanti politici e diplomatici di alcuni governi stranieri, tra essi il Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro (in gioventù come procuratore aveva chiesto la pena capitale per alcuni fascisti, ma in seguito ne era divenuto uno strenuo oppositore, per le sue convinzioni cattoliche e giuridiche), che chiese ufficialmente un provvedimento di clemenza, oltre a papa Giovanni Paolo II, sempre attivo sul fronte abolizionista, assieme a numerosi esponenti di varie religioni come il telepredicatore battista-evangelico della destra cristiana Pat Robertson e vari associazioni abolizioniste, anche se in misura minore – per quanto riguarda l’estero – rispetto a quanto avvenuto per Joseph O’Dell, ignorato in patria ma sostenuto in Europa (probabilmente per il fatto che si era dichiarato strenuamente innocente) o per altri condannati celebri difesi dall’opinione pubblica.

La Commissione per la Grazia e la Libertà Condizionale del Texas (affermando che se graziata sarebbe potuta uscire nel 2003, secondo la legge texana) e l’allora governatore dello Stato George W. Bush – appartenente anch’egli ai cristiani rinati, ma che si oppose alla sospensione per tenere fede al suo programma elettorale e rispondere alla accuse secondo le quali solo gli uomini di colore subiscono solitamente la pena di morte- rifiutarono la commutazione della pena e la Tucker venne giustiziata tramite iniezione letale nella prigione di Huntsville, alle ore 18:45 del 3 febbraio 1998. All’esecuzione erano presenti il padre, la sorella e il marito di Karla, oltre al fratello di Deborah Thornton che, a differenza del marito della vittima (anch’egli presente con i parenti e forte sostenitore del provvedimento), aveva chiesto anch’egli la grazia, ritenendo il caso della Tucker come un “buon esempio di funzionamento del sistema” e “ravvedimento”. La madre di Karla volle assistere perché troppo turbata.

Karla Faye Tucker è sepolta al Forest Park Lawndale Cemetery di Houston.