Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 2002 accadde…Primi casi di SARS (Severe acute respiratory syndrome)

SARSSevere Acute Respiratory Syndrome – è una sigla che sta per Sindrome Acuta Respiratoria Grave, una forma atipica dipolmonite apparsa per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia del Guangdong (Canton) in Cina.

La malattia, identificata per la prima volta dal medico italiano Carlo Urbani, è mortale in circa il 15% dei casi in cui ha completato il suo corso, con il tasso di mortalità attuale di circa il 7% degli individui che hanno contratto l’infezione. Questa malattia è causata da un coronavirus, così chiamato per la sua forma a corona. I dati sulla mortalità variano da paese a paese: si va dal 7% riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fino al 15% di altre fonti.[senza fonte]

È considerata ad oggi una malattia relativamente rara, con 8096 casi nel 2003.

L’epidemia di SARS sembrerebbe essere iniziata nella provincia cinese di Guangdong, nel novembre 2002. È stato riferito che il primo caso di SARS è avvenuto a Shunde,Foshan, Guangdong in un allevatore che fu curato nel Primo Ospedale del Popolo di Foshan. Il paziente poco dopo morì, e non fu fatta una diagnosi definitiva sulla causa del decesso. Invece di prendere iniziative per controllare l’epidemia, i responsabili del governo cinese non informarono l’Organizzazione Mondiale della Sanità fino al febbraio 2003, limitando la copertura mediatica per preservare la sicurezza pubblica. Questa mancanza di apertura provocò ritardi negli sforzi per controllare l’epidemia, e causò critiche da parte della comunità internazionale verso il governo cinese. Quest’ultimo si scusò ufficialmente per la lentezza iniziale nell’affrontare l’epidemia.

Il primo indizio dell’epidemia apparve il 27 novembre 2002, quando il Global Public Health Intelligence Network canadese, un sistema di allerta elettronico parte del Global Outbreak and Alert Response Network dell’OMS selezionò dei rapporti riguardanti “focolai influenzali” in Cina attraverso il monitoraggio dei media su internet e li inviò all’OMS dopo averli analizzati. Mentre il sistema GPHIN è stato recentemente aggiornato per tradurre varie lingue, tra cui l’arabo, il cinese, l’inglese, il francese, il russo e lo spagnolo, a quel tempo era limitato all’inglese e al francese. Quindi mentre i primi rapporti di una insolita epidemia erano in cinese, e solo il 21 gennaio 2003 fu generato un rapporto in inglese. L’OMS chiese maggiori informazioni alle autorità cinesi il 5 e l’11 dicembre. Nonostante il successo del network nei precedenti focolai infettivi, si dimostrò piuttosto inefficace. Assieme alla seconda allerta, l’OMS rilasciò il nome e la definizione della malattia, assieme all’attivazione di un network di risposta globale coordinato che portò all’attenzione il focolaio e iniziò le procedure di contenimento. Tuttavia, anche se le nuove definizioni fornivano alle nazioni delle linee guida per contenere la SARS, nel frattempo erano avvenuti in tutto il mondo oltre cinquecento decessi ed erano presenti 2 mila casi.

All’inizio di aprile la SARS iniziò a ricevere maggiore attenzione nei media ufficiali. Alcuni hanno attribuito l’evento direttamente alla morte dello statunitense James Earl Salisbury. Tuttavia, in quel periodo stavano emergendo accuse di sottostima dei casi negli ospedali militari di Pechino. Dopo un’intensa pressione, alcuni membri del governo cinese permisero ad ufficiali internazionali di investigare la situazione sul posto. Questo rivelò dei problemi che affliggevano l’antiquato sistema sanitario cinese, tra cui l’incremento della decentralizzazione, eccessiva burocrazia e rigidità, comunicazioni inadeguate.

Nel tardo mese di aprile furono diramate rivelazioni, che seguirono l’ammissione da parte del governo cinese di non aver riferito tutti i casi (numerosi) di SARS a causa dei problemi del sistema sanitario. Il Dr. Jiang Tantong spiegò la copertura che stava avvenendo in Cina, a suo grande rischio. Riferì che erano presenti un maggior numero di persone affette da SARS nel suo solo ospedale di quelle che ufficialmente erano affette in tutta la Cina. Diversi responsabili governativi vennero licenziati, tra cui il ministro della Salute e il sindaco di Pechino, e i sistemi vennero migliorati per aumentare il controllo dell’epidemia. Da allora, il governo cinese procedette più attivamente e in modo maggiormente trasparente nel combattere la malattia. Tuttavia, la conta delle vittime era ingente. L’occultamento iniziale del governo cinese fu considerato irresponsabile, e tale da porre tutto il pianeta a rischio.

Furono segnalati casi a Hong Kong e in Vietnam nel tardo febbraio 2003, poi anche in altri paesi per via di viaggi internazionali di individui infetti. L’epidemia raggiunse la notorietà pubblica quando un uomo d’affari statunitense che viaggiava dalla Cina si ammalò su un volo verso Singapore. I sintomi presentati dal paziente erano simili allapolmonite. L’infezione raggiunse Hong Kong dalla Cina attraverso un medico che giunse a febbraio e si fermò alcuni giorni al 9º piano dell’Hotel Metropol nella penisola diKowloon, infettando altri 16 clienti dell’Hotel. Essi viaggiarono in Canada, a Singapore, a Taiwan e in Vietnam, portando l’infezione in questi luoghi.[4] Un altro gruppo di pazienti infetti proveniva dal complesso urbano Amoy Gardens di Hong Kong. Si sospettò che la malattia si fosse propagata attraverso il sistema fognario.

L’aereo fece tappa ad Hanoi, in Vietnam, dove il paziente morì all’Ospedale francese di Hanoi. Diversi membri dello staff medico che aveva curato il paziente iniziarono subito a sviluppare la stessa malattia, nonostante le procedure di base di profilassi ospedaliera. Il medico italiano Carlo Urbani identificò la minaccia e la comunicò all’OMS e al governo vietnamita. Successivamente perse la vita a causa della malattia. La gravità dei sintomi e l’infezione del personale ospedaliero allarmò le autorità sanitarie mondiali, che temevano un’altra epidemia di polmonite. Il 12 marzo 2003 l’OMS inviò un allerta globale, seguito da un’allerta sanitario dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi.

A seguito dell’iniziale difficoltà nel diagnosticare correttamente tale sindrome, nei paesi colpiti si verificò un iniziale timore di massa, indotto anche dalle errate notizie che venivano fornite dai mass media. Mentre in Cina e Vietnam, le autorità faticarono molto nel contenimento dell’epidemia, arrivando ad utilizzare le forze armate, in Canada il virus ebbe un focolaio nella sola città di Toronto. Grazie all’ottimo sistema sanitario e preventivo canadese, gli infetti vennero immediatamente posti in quarantena e curati debellando in poche settimane il virus che causò poche vittime. In Europa, grazie agli scrupolosi controlli nei porti ed aeroporti, il morbo non poté espandersi in quanto i pochi infetti (o sospetti tali) vennero immediatamente posti in quarantena. Tuttavia in Europa si diffusero atteggiamenti di panico verso la malattia. I media parlarono di una nuova pandemiaglobale, evocando i fantasmi della spagnola e della peste. Molti stati acquistarono quantità industriali di medicinali, ancora prima che fosse scoperto un vaccino per la malattia. Il tutto poi si dissolse in una bolla di sapone non appena il virus scomparve.

I canadesi diedero per primi l’allarme riguardo alla SARS mossi dalla notizia di vendite di farmaci antivirali e di casi di febbre in Cina. La notizia è stata rilevata dal web da GPHIN (Global Public Health Intelligence Network), un software simile ai motori di ricerca programmato per percorrere la rete alla ricerca di possibili malattie infettive e casistiche patogene. Il crawler analizza migliaia di siti in sette lingue alla ricerca di possibili malattie infettive e casistiche patogene. I risultati filtrati vengono trasmessi a esperti dell’OMS, delle agenzie alimentari e dei centri di monitoraggio sanitario, per le analisi definitive. Dopo il precedente della SARS, Larry Brilliant, esperto di tecnologia e salute pubblica, e da poco presidente della Fondazione Google, intende espandere le fonti monitorate e le capacità linguistiche (fino alla “comprensione” di 150 lingue) e creare una rete mondiale di salute pubblica.Alcuni mesi dopo la scomparsa del virus, alcuni organi di informazione ipotizzarono che tale sindrome non fosse di origine naturale ma piuttosto un virus sviluppato artificialmente. Tale ipotesi non ha mai trovato conferma e rimane ad oggi una mera illazione (vedi Teorie del complotto sulla SARS).

Trasmissioni locali della SARS ebbero luogo successivamente a Toronto, Ottawa, San Francisco, Ulan Bator, Manila, Singapore, Taiwan, Hanoi e Hong Kong, mentre all’interno del territorio cinese l’epidemia si espanse a Guangdong, Jilin, Hebei, Hubei, Shaanxi, Jiangsu, Shanxi, Tianjin e nella Mongolia Interna.