Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 2004 accadde…L’imprenditore italiano Sergio Cragnotti viene arrestato per il crac della Cirio

Cirio è un consorzio italiano specializzato nelle conserve alimentari, in particolare nel settore del pomodoro, che ha raggiunto un posto di grande rilevanza a livello europeo. Fa parte del gruppo Conserve Italia che ha sede a San Lazzaro di Savena (BO).

Fu fondata a Torino nel 1856 dal piemontese Francesco Cirio, allora ventenne, che decise di introdurre la tecnica per quel tempo innovativa di conservazione in scatola detta appertizzazione iniziando con i piselli. Questa tecnica, fu inventata da Nicolas Appert, il padre della conservazione in scatola e consisteva essenzialmente nell’eliminare l’aria dai contenitori dopo averli riempiti con il cibo da conservare, sottoponendo a bollitura prolungata il contenitore dopo averlo chiuso. Lo stimolo alla ricerca venne dato all’inizio dell’Ottocento da Napoleone Bonaparte che voleva cibi a lunga conservazione per i soldati. Appert vinse il premio messo in palio dall’imperatore e i risultati dei suoi metodi erano buoni, ma l’assenza di conoscenze specifiche sui batteri, lasciava spazio ad un certo empirismo nell’applicazione. Fu in questo contesto che Francesco Cirio mise a punto il suo metodo (“il metodo Cirio”) con il quale ottenne riconoscimenti nella Grande Esposizione Universale di Parigi del 1867. Lo stabilimento impiantato a Torino avviò una apprezzata produzione che sfociò anche nella esportazione dei suoi prodotti nel mondo. Per queste ragioni, la Cirio vanta di essere la più antica industria conserviera dell’Italia settentrionale.

Dopo l’unità d’Italia, la società aprì alcuni stabilimenti nel Mezzogiorno, tra cui quello di San Giovanni a Teduccio (NA), recuperando anche numerose aree agricole abbandonate, e fortificando negli anni la presenza nel Napoletano. Nel 1900 nasce la «Cirio società generale conserve alimentari» e gli stabilimenti fiore all’occhiello sono a Vigliena, quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, dove fu fissata la sede nazionale dell’azienda fino agli anni ’80 del secolo scorso, e Pontecagnano in provincia di Salerno.

In particolare dopo una discussa aggiudicazione ad una catena di cooperative guidata da Lamiranda, passò al gruppo Cragnotti in una complessa operazione finanziaria in cui l’imprenditore romano Sergio Cragnotti ha conferito le attività della Fedital, acquistata dal concordato preventivo Federconsorzi. Lo stesso Cragnotti acquistò la Cirio per 400 miliardi di Lire.

La Procura della Repubblica di Perugia formulò una accusa di concorso di bancarotta impropria e durante tale inchiesta emerse che i marchi del settore “latte” erano stati acquisiti con valutazione 0 lire, mentre in sede di conferimento alla Cirio erano stati valutati per decine di miliardi di lire. Il Giudice dell’Udienza Preliminare di Perugia ha tuttavia prosciolto Sergio Cragnotti. Il 2 marzo 2011 la Procura della Repubblica di Roma ha richiesto per il crac Cirio 15 anni di reclusione per Sergio Cragnotti e 8 per Cesare Geronzi.

Ugualmente molto controverso è il successivo passaggio del settore latte della Cirio alla Parmalat. Secondo la Pubblica accusa il prezzo pagato dalla Parmalat era eccessivo e l’operazione, sempre secondo il P.M., era finalizzato a permettere il rientro dell’esposizione delle banche.

Nel novembre 2002 una rata di prestito non fu onorata. Questo, però, determinò, in base alla clausola del cross default la caduta in sofferenza di tutte le obbligazioni del gruppo e così in breve l’insolvenza divenne generalizzata. La crisi interessò un gran numero di risparmiatori perché si venne a scoprire che le obbligazioni emesse solo per investitori finanziari, erano state collocate sul mercato secondario presso la clientela privata. La procedura dell’amministrazione straordinaria permise, però, in tempi relativamente brevi, di separare la parte produttiva dal marasma delle altre posizioni e di permettere una ripresa dal punto di vista industriale.