Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 2008 accadde…Incidente all’aeroporto di Madrid: il Volo Spanair 5022 prende fuoco in fase di decollo: 154 morti e 18 feriti gravi.

Il volo Spanair 5022 era un volo di linea tra Madrid e Gran Canaria effettuato con un McDonnell Douglas MD-82 che il 20 agosto 2008 si è schiantato al suolo subito dopo il decollo. Nell’incidente persero la vita complessivamente 154 persone, i superstiti furono solamente 18.

È stato il primo incidente mortale per la Spanair (una sussidiaria della Scandinavian Airlines System) nei vent’anni di esistenza della società, e il 24º incidente che ha coinvolto un MD-82.

Il velivolo, soprannominato Sunbreeze e con numero di registrazione EC-HFP, fu consegnato il 18 novembre 1993 a Korean Airche lo cedette a Spanair nel luglio 1999. Il 20 agosto, proveniente da Barcellona, era atterrato all’aeroporto di Madrid-Barajasalle ore 10:13 senza aver riportato anomalie. Durante l’attesa per il decollo verso Gran Canaria, l’aereo venne rifornito con 10.130 litri di carburante; il peso dichiarato al decollo era pertanto di 141.863 libbre, inferiore al massimo consentito per questa tipologia di aereo, fissato in 147.000 libbre. Alle ore 13:06:15 il volo fu autorizzato allo start-up dei motori, quindi si spostò sulla pista fino alla posizione di decollo, dove fu autorizzato al take-off alle ore 13:24:57; a questo punto i piloti informarono la torre di controllo che, avendo notato un surriscaldamento della sonda di rilevamento della temperatura dell’aria, avrebbero dovuto lasciare la pista per tornare al parcheggio.

Spenti i motori, l’aereo venne esaminato dai tecnici che decisero di disattivare la sonda in quanto, secondo la minimum equipment list (lista di equipaggiamenti minimi per l’operatività di un aeroplano) non era ritenuta un elemento indispensabile per il volo. Una volta completato l’intervento, venne effettuato un ulteriore rifornimento di carburante (circa 1.080 litri), e in seguito i piloti ricevettero l’autorizzazione ad accendere i motori e dirigersi verso la pista 36L.

Alle ore 14:23:14, dopo che i piloti ebbero completato la check-list, l’aereo fu autorizzato al decollo. La visibilità era buona, vento di direzione variabile da 90° a 240°, con intensità 7 nodi. Alle ore 14:23:19 i piloti rilasciarono i freni e aumentarono la potenza dei motori. Nella cabina si sentì pronunciare: “V1”. La velocità registrata dagli strumenti alle ore 14:24:08 era di 154 nodi. Nella cabina di pilotaggio si udì per tre volte la voce sintetica dell’avviso di stallo. Alle 14:24:23 avvenne l’impatto con il suolo. Durante tutta la procedura di decollo, il sistema di allarme per le procedure di decollo (TOWS) non entrò mai in funzione. I sensori di posizione dei flap rivelano che, dal parcheggio allo schianto, la loro posizione rimase sempre a 0° (e non aperti a circa 11°, come era stato nella preparazione al primo decollo).

La corsa per il decollo fu di circa 1.950 metri. Una volta staccatosi dal suolo, l’aereo raggiunse 40 piedi di altezza per poi ricadere impattando con il suolo. Una volta rialzatosi in aria, l’aereo si inclinò 20° a destra, poi pochi gradi a sinistra e di nuovo 32° a destra. L’angolo massimo di salita fu di 18°. Le prime parti a toccare il suolo furono il cono di coda e l’ala destra. Le parti dell’aereo rinvenute non sembrarono mostrare danni se non quelli causati dallo schianto e dal successivo incendio.

I primi a raggiungere la zona del disastro furono alcuni dipendenti dell’aeroporto che si trovavano nelle vicinanze della zona del disastro.

I soccorritori trovarono 26 persone ancora in vita, ma una di loro morì durante il trasporto all’Ospedale Universitario di La Paz e altri sette morirono nelle ore successive a causa delle gravi ustioni riportate. Gli altri passeggeri, tra i quali figurava un italiano,sono morti a seguito dello schianto o del successivo incendio. Le operazioni di salvataggio coinvolsero circa 230 tra medici e infermieri, 170 poliziotti, 70 vigili del fuoco e circa 45 ambulanze; nella zona dell’incidente furono allestiti anche quattro ospedali da campo.