Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 2011 accadde…IPcalypse

Con l’aumento del numero di dispositivi connessi ad Internet la capacità di indirizzamento della attuale versione (la numero 4) del protocollo IP (Internet Protocol) si sta rapidamente consumando; questo problema viene generalmente chiamato saturazione degli indirizzi IPv4.

Nei media, soprattutto quelli di lingua anglosassone, il problema è anche indicato come IPcalypse (o come ARPAgeddon). Gli ultimi cinque blocchi /8 di indirizzi IPv4 sono stati assegnati dallo IANA il 3 febbraio 2011.

L’unica soluzione definitiva al problema è il passaggio agli indirizzi IPv6, nel frattempo sono state elaborate soluzioni temporanee quali l’utilizzo del NAT a livello di ISP.

Un indirizzo IPv4 utilizza 32 bit e può quindi identificare un massimo di 232 indirizzi distinti. Per ragioni amministrative e tecniche (soprattutto collegate a esigenze di routing), gli indirizzi IPv4 sono raggruppati in blocchi di dimensione che si limita ad essere una potenza del 2; questo ovviamente spreca un certo numero di indirizzi per ogni sottorete che abbia un numero diverso di postazioni. Inoltre una parte, seppur minoritaria, degli indirizzi IP non è facilmente utilizzabile perché scelte tecniche li hanno riservati per usi comeindirizzi privati di rete locale, loopback address, multicast e altri usi futuri; aggirare queste limitazioni richiederebbe un sostanziale re-engineering per aumentare lo spazio degli indirizzi disponibili. Infatti, alcune assegnazioni di indirizzi IPv4 fatte tanto tempo fa (negli anni ’70 ad esempio), quando era disponibile solo l’indirizzamento a classi con 224possibili indirizzi (chiamate originariamente “classi A” e “/8” nella attuale nomenclatura CIDR), portò alcune istituzioni che erano coinvolte nello sviluppo di Internet ad avere una disponibilità di indirizzi sproporzionata. Il MIT, ad esempio, ha un intero blocco /8 assegnato (224 indirizzi, circa lo 0,39% di tutti gli indirizzi disponibili con il vecchio sistema.)