Nuovo appuntamento con l’evento del giorno per i lettori di YLU.

Ogni giorno un nuovo appuntamento con i nostri lettori. Si chiama Evento del giorno e servirà a ricordare qualcosa accaduto nel giorno in cui ci troviamo negli anni passati. Buona lettura 🙂

Evento del giorno: nel 2013 accadde…Tragedia di Lampedusa

La tragedia di Lampedusa è stata il naufragio di una imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti avvenuto il 3 ottobre 2013 a poche miglia del porto di Lampedusa. L’affondamento ha provocato 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la pongono come la più grave catastrofe marittima nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. I superstiti salvati sono 155, di cui 41 minori (uno solo accompagnato dalla famiglia).

L’imbarcazione era un peschereccio lungo circa 66 piedi (20 metri), salpato dal porto libico di Misurata il 1º ottobre 2013, con a bordo migranti di origine africana provenienti dall’Eritrea, dal Ghana, dalla Somalia, dall’Etiopia e dalla Tunisia. La barca era giunta a circa mezzo miglio dalle coste lampedusane, poco lontano dall’Isola dei Conigli, quando l’assistente del capitano ha gettato a terra una torcia infuocata, che è caduta davanti a lui, in mezzo alla gente, in una pozza di gasolio. Ha cominciato così a svilupparsi un incendio. La barca ha girato su se stessa tre volte prima di colare a picco.

Alle 7:00 circa locali alcune imbarcazioni civili e pescherecci locali hanno notato i naufraghi e dato l’allarme caricando la maggior parte dei superstiti a bordo; numerosi dubbi, in seguito a testimonianze, vi sono in merito ai tempi di arrivo dei soccorsi da parte della Guardia costierache apparentemente ha impiegato quasi un’ora per raggiungere il luogo del naufragio.

A seguito delle prime operazioni di recupero, 194 corpi sono stati tratti dalle acque e il numero delle vittime, a quel momento era stimato tra i 325 e 363 individui. Altri 108 corpi sono stati recuperati entro il 9 ottobre, quando è stato possibile accedere alla parte interna dello scafo dell’imbarcazione poggiata sul fondo a circa 47 metri sotto la superficie dell’acqua. Quando il numero dei corpi recuperati era di 302, 210 di essi appartenevano a uomini, 83 a donne e 9 a bambini. L’11 ottobre, è stato riferito che tutti i corpi erano stati recuperati dal vascello e che il numero dei morti aveva raggiunto i 339. Circa 50 corpi a quel momento erano ritenuti essere ancora dispersi, e le ricerche di ulteriori corpi nella zona sono continuate usando aerei e dispositivi robotici. Altri 20 corpi sono stati trovati e recuperati il 12 ottobre, portando il totale delle vittime accertate a 366. Secondo le dichiarazioni di alcuni sopravvissuti, il barcone avrebbe avuto a bordo 518 persone; il numero risulterebbe dai conteggi dei pulmini che li portavano sul natante a Misurata. Tuttavia, la somma dei 155 superstiti e dei 366 corpi recuperati, dà un totale di 521, a cui potrebbero essere sommati un’ulteriore possibile ventina di dispersi. Secondo la testimonianza del superstite eritreo Mussiie Ghebberhiert, le persone imbarcate erano invece 545, in massima parte eritrei.