Futubox, nuovi sigilli sulla pay tv pirata che permetteva di guardare Sky in streaming gratis (o quasi)

Se in questi giorni, mentre provate a collegarvi a Futubox, compare questo messaggio:

Impossibile collegarsi a www.futubox.com.

Ricarica: www.­futubox.­com

state pure tranquilli, perchè non c’è niente che non funzioni nel vostro PC o nella vostra connessione internet. Semplicemente la Guardia di Finanza ha nuovamente oscurato, bloccato e censurato il sito di Futubox, che permetteva di guardare Sky in streaming a basso costo. 

Già lo scorso anno il celebre sito era stato bloccato in Italia per rendere impossibile agli utenti italiani l’accesso alla pay-tv a prezzi molto interessanti, ma nel giro di poche settimane dal primo blocco i gestori di Futubox e alcuni utenti italiani si erano organizzati per riprendere a pieno ritmo le trasmissioni di Sky in modo illegale nel nostro Paese. 

A quanto pare, però, ancora una volta la Guardia di Finanza si è attivata per tutelare i diritti di Sky in Italia ed ha nuovamente oscurato il dominio di Futubox, che risulta di conseguenza non raggiungibile dall’Italia. Dunque, se non riuscite a collegarvi a Futubox dal vostro PC, smartphone o tablet, il problema non è vostro, ma semplicemente da qualche giorno Futubox non funziona più dall’Italia e probabilmente non sarà più raggiungibile per un pò di tempo, almeno finchè qualcun altro non prenderà le redini della situazione e non riattiverà l’accesso a Futubox dall’Italia, cosa sicuramente molto rischiosa visti i recenti blitz della Guardia di Finanza, che non solo ha oscurato l’accesso a Futubox, ma ha anche denunciato alcuni italiani che collaboravano con i gestori di Futubox per portare il servizio nel nostro Paese.

L’operazione della GdF, portata a termine pochi giorni fa, si è conclusa con ben 5 denunce e nuovi sequestri per sopprimere la ritrasmissione pirata di Sky in Italia ed è stata condotta ancora una volta dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Agropoli. Lo scorso anno, dunque, per interrompere le attività illegali non è bastato ordinare ai fornitori di connettività italiani (Telecom, TeleTu e tutti gli altri) di bloccare l’accesso a 16 domini riconducibili a Futubox: le autorità italiane hanno infatti portato a termine le indagini, hanno individuato dei presunti responsabili e hanno ordinato la chiusura di altri domini.

L’operazione Futubox, ancora una volta, era stata avviata in seguito ad una denuncia forumlata da Sky Italia: per chi non lo sapesse, infatti, Futubox è un servizio che opera su scala internazionale per offrire la possibilità di guardare i canali di Sky senza pagare un regolare abbonamento. Pagando pochi euro al mese (meno di 10) gli abbonati a Futubox potevano guardare tutti i principali canali di Sky, senza dover sottoscrivere un regolare contratto con l’emittente. Il tutto, senza necessità di smart card, senza sostenere la spesa per gli abbonamenti ai singoli pacchetti di canali: le trasmissioni, offerte in diretta streaming o on demand sulla base di abbonamenti mensili venduti a 7,95 euro, trimestrali, semestrali o annuali (rispettivamente a 20,85 euro, 35,70 euro e 59,40 euro), possono essere fruite dagli utenti sulle piattaforma più varie, dal pc ai dispositivi mobile, passando per la TV, per la quale è stato approntato anche un set-top box dedicato. La cosa è illegale, ma solo in Italia, e proprio per questo la GdF ha agito dopo la nuova denuncia di Sky, che ha segnalato che ancora una volta Futubox trasmetteva i canali senza autorizzazione nel nostro Paese.

Secondo i gestori di Futubox, però, le cose non stanno proprio così e l’attività sarebbe al riparo della legge:

“Futubox si appoggia a server che si trovano in Stati nei quali le società che detengono i diritti sulle trasmissioni non possono occuparsi di intraprendere alcuna azione legale”

Non sappiamo chi abbia ragione e chi abbia torto, ma il risultato è che ad oggi Futubox è stato nuovamente bloccato, oscurato e reso inaccessibile in Italia perchè il quadro normativo dello Stivale non ammette, nemmeno nelle omissioni, la ritrasmissione non autorizzata di palinsesti televisivi, come indicato nell’articolo 171-ter della legge italiana che regola il diritto d’autore.

Dopo il primo ordine di inibizione risalente allo scorso maggio, la divisione italiana del servizio si è presto riorganizzata: oltre ai nuovi siti di riferimento, agli utenti erano state offerte le soluzioni per aggirare i blocchi e continuare ad approfittare di Futubox. Le autorità hanno continuato a vigilare la situazione e così recentemente un nuovo dominiofutuboxitalia.tk, è stato sottoposto a oscuramento, insieme a tre indirizzi IP istituiti per sopperire ai domini sequestrati in precedenza.

Dopo l’esecuzione dell’ordine d’inibizione nel 2013, le investigazioni della Guardia di Finanza sono proseguit, in tutto il territorio italiano ed in 6 Paesi stranieri, per individuare i soggetti responsabili ed i canali di approvvigionamento delle “smart card” di accesso ai servizi satellitari SKY, utilizzati per rilanciare il segnale pirata. Le investigazioni condotte dalla Guardia di Finanza, conclusesi con la denuncia di 5 persone, hanno permesso di individuare, tra l’altro:

  • un procacciatore d’affari residente nelle Marche, che si procurava da un dealer autorizzato SKY le schede pre-pagate necessarie per accedere al servizio satellitare e provvedeva ad inviarle ai titolari di FUTUBOX in Ucraina, i quali utilizzavano le carte per rilanciare il segnale pirata ed aggiornare periodicamente l’elenco dei canali accessibili in streaming, da cui era possibile accedere, tra l’altro, alla trasmissione delle partite di calcio e delle gare di Formula 1 offerte in esclusiva ai clienti dell’emittente satellitare
  • un giovane pugliese, laureato in informatica ed in contatto con il primo, che si occupava della promozione e del supporto alle attività illecite di FUTUBOX in Italia, in forza di un contratto stipulato con una società ucraina che gli attribuiva il riconoscimento di un compenso pari al 25 per cento della raccolta complessiva derivante dagli abbonamenti al portale pirata in Italia.
Nella nota della GdF si ricorda che l’operazione Futubox, condotta in collaborazione con la Federazione contro la Pirateria Musicale e Multimediale (FPM), “si inquadra nel più ampio contesto di prevenzione e repressione del fenomeno della diffusione illegale di materiale coperto da copyright, illecito che costituisce una gravissima turbativa del mercato legale e genera mancati introiti di milioni di euro ogni anno per gli aventi diritto e per l’Erario”.

Segnalo che al momento i siti incriminati non risultano raggiungibili nemmeno con VPN e che le pagine Facebook italiane di Futubox sono sparite dal social network. Contrariamente al sito italiano, invece, il sito futubox.com continua a funzionare ma solo con VPN.

Che sia davvero arrivata la fine per Futubox? Vedremo come evolverà la vicenda questa volta.

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