Google trova un accordo con il Fisco Italiano: pagherà 320 milioni di Euro. Google, accordo da 320 milioni di euro col Fisco italiano

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La vicenda Google vs Fisco Italiano sembra essere giunta al termine: il colosso americano, infatti, si è accordato con il nostro fisco per pagare l’esorbitante cifra di 320 milioni di euro per elusione fiscale. 

Ma come mai Google deve pagare una cifra simile all’erario italiano?

Beh, la risposta è semplice. Anche Google, come tante altre grandi aziende multinazionali, elude la tassazione italiana spostando la sede in altri mercati pur lavorando nel nostro territorio. In questo modo Google (come altri big del mercato), riesce a generare profitti localizzati in Italia ma non fattura nel nostro Paese: in pratica Google guadagna soldi in Italia, ma non dovendoli dichiarare nel nostro Paese non deve pagarci sopra le tasse. E la cosa non è nemmeno illegale!

Grazie a degli escamotage individuati nella legislazione europea, Google (come Amazon ed Apple, solo per citarne alcuni), può non fatturare in Italia, pur generando introiti e posti di lavoro nel nostro paese e sfruttando il know How o risorse della penisola. Come anticipato, questa pratica NON è illegale in quanto è permessa da particolari leggi presenti in europa: quello che fa Google, in pratica, pur essendo sbagliato è perfettamente legale.

Nonostante tutto, però, la Guardia di Finanza e la Procura di Milano si sono attivate per ribaltare la situazione e hanno accusato Google di evasione fiscale. Il gigante americano, pur avendo tutte le risorse per difendersi e fare valere i propri diritti, ha deciso di accordarsi con il fisco italiano e di archiviare la vicenda.

Con questo accordo, dunque, Google si impegna a pagare una cifra di circa 320 milioni di euro di tasse su 800 che riconosce come imponibile prodotto in Italia in 5 anni. Quella somma sarebbe stata incassata dall’azienda di Mountain View per le attività svolte in Italia, ma sarebbe stata trasferita in altre nazioni, dall’Irlanda alle Bermuda, dove la tassazione è più favorevole rispetto a quella del nostro Paese.

Il Corriere della Sera, però, evidenzia:

È un colpo di scena. Perché al gigante del web non sarebbero mancati né arsenali giuridici per provare una resistenza a oltranza, né l’opportunità di aspettare a maggio l’atteso decreto legislativo fiscale che sottrarrà alla rilevanza penale proprio l’«abuso del diritto», cioè le operazioni che, pur nel rispetto formale delle norme, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.

Google, secondo quanto stimato, avrebbe dovuto far arrivare in Italia 160 milioni di euro all’anno – dal 2008 al 2013 – per un totale di 800 milioni. L’azienda avrebbe quindi deciso di accordarsi per il 40% di quella somma, vale a dire 320 milioni di euro.

Sicuramente, per un’azienda che fattura miliardi di euro, si tratta di una multa non particolarmente salata, e forse è proprio per questo che Google ha deciso di pagare senza ricorrere in appello e provare a difendersi.

Del resto, se Google avesse dovuto rispettare la tassazione italiana, avrebbe dovuto pagare una cifra MOLTO più elevata, quindi si è tolto il dente pagando questa piccola multa. E nel frattempo Equitalia continua a fare chiudere le aziende italiane per debiti di poche migliaia di euro. Assurdo.

Per correttezza, comunque, segnalo che la notizia, al di là di quanto scritto dal Corriere Della Sera, non è stata confermata ufficialmente dai diretti interessati. Vi aggiorneremo in caso di novità.

AGGIORNAMENTO

Smentita la notizia che vedeva Google versare 320 milioni di euro nelle casse italiane per il Fisco.

Oggi Google ha smentito questa notizia dichiarando:

L’accordo di cui si è scritto non esiste. Continuiamo a cooperare con le autorità fiscali.

La smentita è arrivata poi anche dal procuratore Bruti Liberati, confermando però che sono ancora in corso le indagini fiscali sull’azienda di Mountain View.

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