Pensi che sia impossibile hackerare WhatsApp? Pensi che WhatsApp sia sicuro? Ecco quanto è facile hackerare WhatsApp grazie ad un buco nella sicurezza SS7

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Hackerare WhatsApp e Telegram è possibile a causa di un difetto noto. Ecco come si fa. 

Pensi che WhatsApp sia un software sicuro? Pensi che, grazie ai recenti aggiornamenti, WhatsApp sia diventato un programma di messaggistica che protegge le tue conversazioni dagli hacker? Beh, dopo aver visto questo filmato ti ricrederai alla grande.

Ecco a te un video molto interessante e quasi sconvolgente che mostra quanto sia facile hackerare un account WhatsApp per leggere tutte le conversazioni e prendere il pieno controllo del profilo e account WhatsApp di un’altra persona.

Chiaramente non tutti possono hackerare un profilo o account di WhatsApp, ma per un hacker esperto (nemmeno troppo) hackerare WhatsApp di un’altra persona è un gioco da ragazzi, o quasi. 

Ecco il video in questione, in cui si vede chiaramente come un hacker, usando i software e i programmi giusti, riesca ad hackerare WhatsApp senza grosse difficoltà. 

Segnalo, per correttezza, che lo stesso problema affligge anche Telegram: con la stessa modalità è possibile hackerare un account o profilo Telegram, ma, rispetto a WhatsApp, questo programma permette di bloccare accessi indesiderati e invia avvisi in modo preciso, tempestivo e puntuale, cosa che permette di difendersi alla grande da eventuali attacchi hacker e cosa che invece WhatsApp non fa.

Ma come è possibile che hackerare WhatsApp sia così facile?

WhatsApp e Telegram hanno entrambi una cifratura end-to-end (E2E) per impostazione predefinita, cosa che rende le conversazioni molto più difficili da monitorare da parte di estranei.

In questo caso, però, il problema non riguarda la singola applicazione, ma qualcosa d’altro. In particolare, in questo caso il problema è il Signaling System 7 (SS7), una rete globale di vettori che agisce come un hub centrale per collegare il mondo. E purtroppo questa vulnerabilità SS7 non è di certo un segreto, anzi è nota da anni, ma purtroppo questo è un problema che non è semplice da risolvere.

Questa vulnerabilità infatti viene sfruttata ingannando la rete di telecomunicazioni facendo credere al telefono dell’attaccante (hacker) di avere lo stesso numero di uno dei due utenti vittima. In pratica, grazie a questa modalità, l’utente malintenzionato deve semplicemente creare un nuovo account WhatsApp o Telegram e ricevere il codice di attivazione del programma per autenticare il suo telefono cellulare come se fosse il legittimo titolare dell’account. Una volta completata la procedura, l’attaccante può controllare l’account di WhatsApp di suo interesse ed avere la possibilità di inviare e ricevere messaggi.

In tutto questo, come puoi notare, il telefono dell’attaccato mostra un semplice messaggio di errore, che nella maggior parte dei casi viene ignorato dall’utente che è stato attaccato.

Ed ecco che in pochi istanti l’hacker è riuscito ad attaccare l’account o profilo di WhatsApp di un’altra persona. 

Come anticipato, lo stesso problema riguarda anche Telegram, dove però è possibile puoi monitorare e bloccare gli accessi da altri terminali non autorizzati.

Il problema, purtroppo, è che difficilmente la questione potrà essere risolta in via definitiva, poichè i protocolli SS7 non sono proprietà di nessuno, nè nessuno può controllarli. C’è inoltre chi sostiene che i servizi segreti di alcuni Stati li sfruttino per le proprie indagini, e che quindi non abbiano interesse che le falle siano tappate.

Per ora abbiamo semplicemente a che fare con un bel problema che nessuno sembra poter/voler risolvere.

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