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Un drone dal prezzo di 222 milioni di dollari è stato attaccato dagli hacker di AnonSec attraverso le strutture informatiche della ,NASA.

Oltre a trafugare e rilasciare 276 GB di materiale contenente dati personali di dipendenti dell’agenzia spaziale americana, numerosi video e file provenienti dai velivoli e dai radar meteorologici, gli hacker si sono intrufolati nel sistema di controllo di un drone da ricognizione Global Hawk con l’obiettivo di farlo schiantare nell’Oceano Pacifico.

È uno dei droni da ricognizione più sofisticati al mondo, in genere usato in missioni legate allo studio del clima. AnonSec è un gruppo che combatte contro soprusi e ingiustizie. Perché dunque un attacco alla NASA? La risposta potrebbe trovarsi nel documento rilasciato dagli hacker, nel quale si legge che nell’ultima operazione sono stati hackerati server di controllo dei droni e prelevati dei dati che “potrebbero provare l’esistenza delle scie chimiche e il loro effetto sul riscaldamento globale”.

È forse solo un tentativo per attirare l’attenzione sulla loro operazione e nascondere altri intenti. Il piano degli hacker per fortuna non è andato a buon fine. Probabilmente la NASA ha attivato un una procedura di emergenza per recuperare il drone. Per saperne di più sulle tecniche utilizzate dai pirati informatici per dirottare un drone, leggiamo l’articolo di pagina 100.