Hacker entrano nei server Microsoft e USA e rubano oltre 100 milioni di dollari

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Sarebbero cinque ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 28 anni ad aver fatto parlare di sé durante l’ultima esettimana: l’esperienza anagrafica potrebbe essere bassa, tuttavia tra i bersagli della banda figurano nomi esemplari quali Microsoft e l’esercito americano.

Gli hacker – tre americani, un canadese ed un australiano – avrebbero prelevato materiale che, se quantificato in introiti, varrebbe una cifra compresa tra i 100 ed i 200 milioni di dollari: tra i dati trapelati figurano il software di addestramento degli elicotteri Apache ed i relativi dettagli direttamente dal server dell’Esercito USA.

Da Microsoft, invece, i cinque avrebbero prelevato tecnologie riguardanti la console Xbox ed alcune pre-release di Call of Duty: Modern Warfare 3. L’unica cifra certa è pari a 620.000 dollari, sequestrati ad uno dei cinque hacker: sebbene gli altri quattro sostengano di essere estranei al possesso di tale somma, l’FBI sostiene che questa sia stata collezionata in parte o in toto grazie ai dati prelevati illecitamente dai server.

Spionaggio aziendale, violazione di segreto governativo, violazione del copyright, associazione a delinquere cospirazione sono soltanto alcuni dei capi d’imputazione a cui i cinque ragazzi vanno incontro: sebbene la difesa sostenga che non sono state messe a segno di azioni concrete e si sia trattato semplicemente di “curiosità”, questi sono trattenuti in custodia preventiva dal governo statunitense.

Piccola curiosità: David Pokora, l’hacker Australiano (Perth), è il primo straniero a rischio condanna per operazioni di spionaggio industriale informatico su territorio Americano.