I normali Hard Disk non andranno in pensione: Il tungsteno permetterà di conservare i dati per milioni di anni

Anche se oramai la vita dei normali hard disk magnetici è destinata a fine certa, per via del prepotente subentrare di nuovi supporti di memorizzazione come quelli a stato solido, i cosiddetti SSD, che presentano notevoli vantaggi in termini di consumi energetici ridotti all’osso e resistenza agli urti, i normali hard disk vengono ancora utilizzati massicciamente in tutto il mondo sui nostri PC. Ecco che alcuni ricercatori dell’Università di Twente in Olanda hanno realizzato un disco magnetico in tungsteno in grado di conservare i dati per almeno 1 milione di anni.

Basti pensare che in oltre 60 anni, infatti il primo hard disk della storia è stato realizzato da IBM nel 1956, sono aumentate la densità di storage, le velocità di lettura/scrittura ed è migliorata l’efficienza energetica ma la durata del supporto e rimasta invariata

Durante i loro test, non potendo effettuare un test in tempo reale (servirebbero 1 milione di ani), i ricercatori hanno utilizzato un test di invecchiamento accelerato utilizzando la corruzione dei dati, quando i bit 0 vengono letti come bit 1 o viceversa, così da usurare nel più breve tempo possibile tutti i settori dell’hard disk.

Affinché ciò avvenga è necessario superare una determinata “barriera di energia”. La probabilità che il disco diventi inutilizzabile è governata dalla legge di Arrhenius, secondo la quale il valore di questa barriera è legato a diversi fattori, come la temperatura, la costante di Boltzmann e il livello di vibrazioni atomiche.

In base ai calcoli effettuati, per avere una durata di 1 milione di anni è necessario superare una barriera energetica di almeno 63 Joule. Il disco costruito dagli scienziati olandesi è formato da un piatto di metallo ricoperto da uno strato protettivo. I dati sono memorizzati in forma di codici QR con linee larghe 100 nanometri. Il metallo è tungsteno, scelto per il suo elevato punto di fusione (3.422 gradi Celsius), mentre lo strato protettivo è in nitruro di silicio, scelto per la sua elevata resistenza alle rotture. Secondo la legge di Arrhenius, l’hard disk può resistere per 1 ora alla temperatura di 848 Kelvin, pari a circa 575 gradi Celsius.

Ovviamente il nuovo disco non sopravviverà ad un incendio o all’impatto di un meteorite, ma potrà essere utilizzato per il progetto Rosetta, un archivio di informazioni che dovrebbe durare qualche migliaio di anni e diventare una sorta di enciclopedia per le future civiltà.