Il 5G arriverà nel 2020 e promette velocità 50 volte superiori all’LTE

Se ancora l’LTE stenta a decollare in Italia, c’è chi nel resto del mondo inizia a parlare di 5G. Sarà 50 volte più veloce dell’attuale LTE e permetterà di scaricare un film in 1 secondo senza contare i notevoli vantaggi nell’ambito dell’assistenza medica, il volante della nostra auto, la difesa del territorio e molto altro il tutto senza fili.

Il 2020 sarà l’anno in cui il 5G verrà reso pubblico ma in alcuni paesi, tra cui Germania, Corea del Sud e Giappone, sono già a lavoro per preparare le basi per la nuova struttura.

Se nel nostro paese sono solo 2 anni che si sente parlare di LTE ma effettivamente dall’estate scorsa sono stati lanciati i primi piani tariffari dedicati ecco che qui sorgono già i primi dubbi e secondo molti in Italia l’adozione del 5G non avverrà prima del 2022 con notevoli ritardi rispetto alla concorrenza.

I primi test effettivi del 5G partiranno nel 2017 e il primo vero banco di prova saranno le Olimpiadi invernali che nel 2018 si tengono proprio in Corea. Anche la Cina si dà da fare grazie a Huawei, che ha annunciato investimenti per 600 milioni di dollari. Le velocità che avremo tra poco più di cinque anni saranno quindi circa cinquanta volte superiori alle attuali LTE o 4G.

Con il 5G avverrà però un vero e proprio cambiamento, soprattutto per quanto riguarda la stabilità e potenza del segnale che sarà molto più costante in tutto il territorio con la possibilità di raggiungere anche zone lontane dai centri abitati ma anche basti pensare a luoghi chiusi in cui il segnale è molto scarso.

Il 5G aprirà nuove frontiere come la telemedicina, l’assistenza degli anziani, la gestione del traffico o di altri aspetti cardine di una città o di un territorio.

Le nuove reti saranno più affidabili grazie alla possibilità di gestire microcelle, ora i nostri cellulari si connettono solo a macrocelle, cioè a potenti antenne che coprono chilometri, lasciando a volte buchi nel segnale e quindi con le microcelle (antenne più piccole) gli operatori potranno coprire tutte le zone fino al 100 % di un dato territorio. Non solo, ma queste microcelle si potranno anche per assegnare a una certa zona circoscritta abbastanza risorse di rete e magari solo nei momenti critici come per esempio allo stadio, durante una partita o un concerto.

Insomma le premesse ci sono tutte, speriamo solo che l’Italia si attacchi al carrozzone delle nazioni che stanno sviluppando il 5G altrimenti ne vedremo delle belle così come già accaduto e come sta accadendo con il 4G.